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A Monte Sant’Angelo l’albero Vagabondo e i bambini contro lo sversamento di rifiuti in montagna


A Monte Sant’Angelo l’albero Vagabondo e i bambini contro lo sversamento di rifiuti in montagna
30/05/2011, 11:05

La mattina dell’1 giugno 150 bambini di Volturara Irpina e 85 di Santo Stefano del Sole saliranno dai due lati di Monte Sant’Angelo e si incontreranno in cima a Piano della Guardia, dove li aspetta l’Albero Vagabondo® per fare tutti insieme una grande Festa del colore. Quando scenderanno dalla montagna installeranno sulle micro discariche i loro disegni e gli striscioni di tela chiedendo ai grandi di pulire i boschi durante l’estate. Lo Spirito del Re Albero, infuriato per i rifiuti che sporcano le sue radici, si è trasformato tre anni fa nell’Albero Vagabondo, il Guardiano della montagna e, da allora, ha iniziato a percorrere i boschi e i monti per chiedere, insieme ai bambini, di ripulirle dall’immondizia abbandonata dai più grandi. Se i grandi puliranno si trasformerà, dopo l’estate, nell’Albero Metamorfo©, formato da nidi di rondine, passiflora e tavole di castagno, e ringrazierà i bambini per aver convinto i grandi a rispettare i boschi. A Volturara Irpina e Santo Stefano del Sole, durante l’inverno e la primavera, i bambini delle elementari hanno scritto favole e illustrato disegni inviandoli a www.alberovagabondo.it, provando, così, a modificare l’indifferenza con la poesia. Con l’aiuto delle Amministrazioni dei due Comuni, che hanno supportato le spese materiali dell’evento, e quello delle due Pro loco, che si sono impegnate a realizzare le giornate ecologiche in estate, anche per quest’estate sarà possibile concludere il ciclo dell’iniziativa di arte nel sociale insieme alle locali Scuole elementari, protagoniste del progetto. L’Albero Vagabondo è una scultura di Giovanni Spiniello di oltre quattro metri realizzata in poliuretano espanso, materiale contaminante che tiene insieme i rifiuti abbandonati nei valloni e nei boschi. Il progetto di educazione ambientale e arte nel sociale l’Albero Vagabondo è iniziato nel Natale 2008 sui tetti del centro storico di Avellino (25/12/2008) a Palazzo Iannaccone, è poi proseguito con la prima Festa del Colore a S. Stefano del Sole (6/06/09), l’arrivo a Cairano 7x per manifestare contro la Discarica sul Formicoso (22/06/09), l’incontro con la giuria dei piccoli di Giffoni Film Festival (13/07/09), il Metamorfo a S. Stefano del Sole (3/10/09), l’installazione sulla discarica di Difesa Grande ad Ariano Irpino (05/03/10), la Festa a Piano Salto di Forino (28/05/10), l’arrivo per la seconda volta del Metamorfo a Santo Stefano del Sole (18/09/2010). L’iniziativa, ideata e realizzata dall’Associazione culturale Giovanni Spiniello, promuove la funzione dell’arte nel sociale, strumento di riappropriazione degli spazi e recupero del senso di appartenenza. Le montagne e i boschi dell’Appennino campano, in particolare del Massiccio dei Picentini, dove nasce l’Albero Vagabondo, proprio in quanto scarsamente antropizzate sono una risorsa naturalistica di pregio assoluto. Qui nidifica l’aquila reale, percorre le cime il lupo, mai scomparso nei Picentini, lanciano richiami falchi pellegrini, nibbi e poiane. Monte Sant’Angelo, una piccola montagna irpina del massiccio del Terminio Cervialto nel Parco Regionale dei Monti Picentini appartiene per metà a Volturara Irpina e per l’altra metà a Santo Stefano del Sole, entrambi comuni ricchi d’acqua. Volturara con l’inghiottitoio carsico della Bocca del Dragone è in comunicazione con le sorgenti che servono l’Acquedotto Pugliese, Santo Stefano del Sole con le sorgenti Urciuoli serve l’ARIN, l’acquedotto di Napoli. E’ importante considerare le montagne come una risorsa, non come un luogo comodo dove cittadini pigri e privi di senso civico possono sversare rifiuti e imprenditori e piccoli artigiani possono risparmiare sui costi ambientali. Per questo motivo, dopo la tappa di Monte Sant’angelo, il 25 giugno, insieme all’associazione Mary Poppins e alla locale Pro loco, l’Albero farà tappa a Serino, sul Monte Terminio, dove nascono le sorgenti del Sabato. Scarti di lavorazione di imbianchini, falegnami, artigiani vari, residui dei processi di produzione di piccole imprese, materassi, batterie esauste, vetro, bottiglie di plastica, lattine, televisori, amianto, poltrone sfondate, rifiuti edili, stracci, vecchi computer, pneumatici. Restano qui in montagna per anni, vengono coperti da rovi, inverditi dall’erba, diventano invisibili, non hanno primi piani, non fanno notizia, sono silenziosi, inerti. Visto che le montagne e gli alberi non hanno voce l’1 giugno i bambini grideranno al posto loro, con i colori sulle tavolette e i disegni sugli striscioni e con un grande e frenetico girotondo terminerà, infine, la Festa del colore dell’Albero Vagabondo.

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di Redazione
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