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A Napoli Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo


A Napoli Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo
04/05/2009, 11:05

I giornalisti italiani uccisi dalla criminalità organizzata e dal terrorismo (11 vittime di mafia e terrorismo, 15 di guerra e conflitti politici, 2 cineoperatori e 1 tipografo) sono stati ricordati oggi a Napoli, nel foyer dell’Auditorium della Rai di Napoli, in occasione della Seconda giornalta della Memoria, durante una manifestazione organizzata dall'Unione nazionale cronisti.   All'appuntamento ha partecipato il presidente della Corte Costituzionale, Francesco Amirante, che ha ribadito il dolore per i caduti e la solidarietà alle loro famiglie e insieme sottolineato il valore della libertà di informazione, di "una stampa libera e indipendente a garanzia di tutti".   Alcuni dei giornalisti uccisi sono stati ricordati, attraverso filmati o con interventi dei loro familiari. E' stata l'occasione anche per ricordare - come ha fatto il presidente dell'Unci, Guido Columba – la battaglia degli organismi professionali contro il ddl Alfano sulle intercettazioni, "tentativo di azzerare la cronaca nera e giudiziaria".   Il presidente del Consiglio regionale campano, Sandra Lonardo, ha chiesto al Governo l'istituzione di una giornata nazionale in ricordo dei giornalisti uccisi.   "Sono qui -ha detto nel suo intervento- perchè resto convinta che le istituzioni hanno il dovere di far sentire con forza quanto sia importante lavorare insieme, uniti, per difendere la libertà di stampa e il diritto ad una informazione giusta.   Presenti all'incontro il segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, e quello dell'Usigrai, Carlo Verna, il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, quello dell'Assostampa Campania, Enzo Colimoro, e Renato Rocco, che guida l'Unione cronisti della Campania. Intervenuti anche il responsabile del centro di produzione Rai, Francesco Pinto e il vicecapo del Tg regionale Rai Procolo Mirabella.   I riconoscimenti sono andati a due giovani giornalisti napoletani, Claudio Pappaianni, la cui abitazione è stata perquisita in seguito alla pubblicazione di notizie su una inchiesta relativa a presunte collusioni politica-camorra, e Alessandro Migliaccio, vittima nel dicembre scorso di uno schiaffo dal comandante dei vigili urbani di Napoli e a Amedeo Ricucci, per due inchieste andate in onda su "La storia siamo noi", in cui ha chiesto giustizia per i giornalisti scomparsi Italo Toni e Graziella de Palo".   Tra i giornalisti uccisi ricordati nel corso della manifestazione, Giancarlo Siani, condannato a morte dalla camorra per le sue inchieste scomode, Enzo Baldoni, ammazzato in Iraq senza che le sue spoglie siano mai state recuperate, Mario Francese, vittima della mafia corleonese, Italo Toni e Graziella De Palo, scomparsi nel buco nero della guerra in Libano del 1980.   Sono solo alcuni dei nomi della lunga lista di operatori dell'informazione uccisi dal terrorismo e dalle mafie, ha detto nel suo intervento Guido Columba, annunciando poi che questo appuntamento continuerà ad essere itinerante, toccando nei prossimi anni tutte le regioni che hanno visto giornalisti pagare un tributo di sangue. Giornata della memoria come occasione per ribadire- ha poi aggiunto il presidente Unci- "la difesa del diritto-dovere di informare, che si combatte ogni giorno": "Perchè quali che siano i governi - ha concluso il segretario nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino – il tentativo di condizionare e limitare la stampa si ripete con sistematicità".   Messaggi di adesione al ricordo dei cronisti vittime di mafie e terrorismo sono giunti dai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Per Schifani "la passione e il coraggio dei giornalisti che rischiano ogni giorno in nome della libertà ha bisogno del sostegno dei cittadini e delle istituzioni, perchè solo in un paese dove la libertà di stampa è garantita si può parlare di piena affermazione della democrazia".   Nel suo messaggio all'Unci, Fini ha sottolineato che il sacrificio di questi cronisti "lascia lutto e dolore nelle persone che li amavano, ma anche il dovere da parte di istituzioni e società civile di conservare il valore del loro esempio". Nel corso dell'incontro si è parlato anche della richiesta di sequestro di Fortapasc, il film di Marco Risi su Giancarlo Siani, avanzata da un ex giornalista de Il Mattino che si è ritenuto diffamato dalla rappresentazione di un personaggio a lui riconducibile. Iacopino, assieme ai vertici locali di Ordine e Assostampa, e al segretario dell’Usigrai carlo Verna, ha auspicato che la richiesta sia ritirata.

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di Redazione
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