Cultura e tempo libero / Archeologia

Commenta Stampa

A Padova il Seminario su Pietro Bembo


A Padova il Seminario su Pietro Bembo
22/02/2011, 14:02

Il 24, 25 e 26 febbraio a Padova, nella storica sede della Accademia Galileiana, i maggiori studiosi da tutto il mondo si incontreranno per approfondire la figura di Pietro Bembo, in preparazione alla grande mostra che la Fondazione Cassa di Risparmio dedicherà al Bembo e alla sua mitica Collezione di opere d'arte nel 2013. La mostra si propone di riportare a Padova i tesori che l'intellettuale e cardinale padovano riunì nella sua casa di Borgo Altinate, una delle prime organiche "raccolte d'arte" europee, ora dispersa tra i grandi musei d'Europa e d'America.

A tutti noi è familiare il nome di Bembo, come quello del letterato cui si deve l'italiano che usiamo ancora oggi, codificato nelle Prose della volgar lingua come lingua nazionale, fondata sulle opere di Petrarca e Boccaccio. Negli stessi anni, a Roma, Michelangelo e Raffaello creano un'arte nuova ma basata sulla grandezza di quella antica, una perfezione senza tempo e senza inflessioni regionali: le loro opere sono alla base di quello che oggi chiamiamo l'arte del Rinascimento. I tre si conoscevano bene, e non solo perché erano di casa alla corte dei Papi: Bembo era un letterato ma frequentava, collezionava e spesso influenzava gli artisti, e la sua idea di classico pervade l'arte del suo tempo. Nelle Prose della volgar lingua, Bembo indica proprio in Michelangelo e Raffaello i due modelli della nuova maniera artistica.

E' questo il nodo storiografico che affronta il seminario internazionale "Piero Bembo e le arti" che si terrà a Padova, presso l'Accademia Galileiana, dal 24 al 26 febbraio prossimi, per iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con il CISA Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio diretto da Guido Beltramini.

E' la prima tappa di un progetto di ricerca che giungerà nella primavera del 2013 ad una mostra a Padova su Bembo e le arti, che intende ricostruire il suo mondo e ricomporre, per quanto possibile, la straordinaria collezione che Bembo aveva raccolto nella sua casa di Padova.

I dipinti, frutto anche del gusto squisito del padre Bernardo, erano di Raffaello, Giovanni Bellini, Mantegna, Tiziano, Memling. Le statue erano alcuni fra i pezzi antichi più belli delle collezioni rinascimentali, accanto a sculture moderne di Pietro Lombardo, a bronzetti e ad argenti cesellati da Benvenuto Cellini. Vi erano gemme antiche incise, che erano appartenute a Lorenzo il Magnifico. Non mancavano pezzi insoliti, come la leggendaria Mensa Isiaca, una grande lastra da altare in bronzo e argento con geroglifici egizi incisi. E ancora vi erano codici antichissimi, come il Virgilio Vaticano (IV-V secolo d.C.) o Le Commedie di Terenzio (IX-X secolo d.C.), accanto a manoscritti miniati, ad iscrizioni su pietra o bronzo, a strumenti scientifici. La collezione Bembo fu unica perché non fu generata semplicemente dal "gusto" del proprietario, ma dalla sua volontà di indagine e conoscenza enciclopediche delle arti, della storia, della natura.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©