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A Positano il mare immobile


A Positano il mare immobile
15/05/2012, 21:05

POSITANO - Continuano con successo gli appuntamenti alla rassegna Domina Positano. Domenica 20, alle 19,00, sulla terrazza dell’Hotel Royal di Positano, sarà di scena Valentina Ferri con il libro “ Il mare immobile “ ( Galaad edizioni ). Oltre l’autrice, interverranno Angelo Ciaravolo, Roberto Illiano, il sindaco Michele De Lucia e Serena Abbondandolo.
 
Si tratta di un romanzo che a tratti somiglia a una partitura, in cui ogni elemento narrativo si intreccia all’altro come un leit motiv che procede per associazioni, immagini e timbri sonori. Una storia che con il sogno, invece, ha in comune l’andamento fluttuante, di va e vieni, in cui tutto è possibile: anche che le cose belle vadano a braccetto con quelle orribili, i buoni diventino cattivi e lo spavento viri talvolta nel ridicolo. Non manca il mare della Versilia, con le cabine per nascondersi e le pinete profumate dove andare in bicicletta,”con le gambe nude e il venticello che diventa fresco, a cantare a squarciagola alle porte del sooole ai confini del maaare”; c’è la villa di famiglia “zeppa di cimeli” , che si affaccia sul Serchio e sul Ponte del Diavolo, dove hanno abitato perfino i tedeschi vicino alla linea gotica. E poi i personaggi, ritratti che spiccano netti e vivaci, come la Giulianina, “con lo smalto rosa sulle unghie e le scapole in fuori, così bianca anche dopo una giornata di sole che le si vedono le vene azzurre sui polsi e sulle gambe”. O Jacopo il giardiniere, “che canta, e si gonfia i polmoni e strilla, con le guance rosse, la pancia grossa come un rospo; canta vorrei coprir la tua bocca, di baci di baci di baci, e lui dice bacci bacci bacci con due c, e quando raddoppia quella c a me pare uno schiocco, e penso che gli piace qualcuna, che con quella bocca sempre umida voglia baciare davvero una ragazza”. E’ un mondo fantastico e vivace, ma cela un terribile segreto. Forse per questo Lia, la piccola protagonista che ama la musica, “gioca al teatro” e sogna, sogna molto, deve “fare finta di essere felice”.

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di Marina Ciaravolo
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