Cultura e tempo libero / Letteratura

Commenta Stampa

A “Primavera Einaudi” la memoria della Resistenza


A “Primavera Einaudi” la memoria della Resistenza
02/05/2012, 11:05

Nella settimana della Festa della Liberazione la rassegna “Primavera Einaudi” ha omaggiato le grandi figure che hanno detto “no” alle violenze ed ai crimini del nazifascismo. Le “donne” di Michela Ponzani, Rosario Bentivegna e Giulio Einaudi i protagonisti della seguitissima “due giorni” dedicata alla Memoria della Resistenza italiana. Sabato 5 maggio il prossimo appuntamento della kermesse letteraria con l’“Uomo giusto” di Elena Stancanelli

Non solo gli uomini hanno combattuto per sconfiggere il fascismo e l’occupazione tedesca. Anche le donne, spesso messe ai margini e considerate “figure di contorno”, hanno imbracciato le armi e difeso a spada tratta la propria libertà. Non indifferente ai temi della Resistenza, nella settimana che ha celebrato il ricordo della liberazione italiana dal nemico nazifascista, “Primavera Einaudi” ha voluto omaggiare i grandi protagonisti delle vicende della seconda guerra mondiale: Rosario Bentivegna, Giulio Einaudi e le donne, soprattutto quelle contemplate da “Guerra alle donne” di Michela Ponzani.

È stata una “due giorni” interamente dedicata alla Memoria, dunque, quella andata in scena gli scorsi venerdì 27 e sabato 28 aprile e che, nel primo caso, ha visto la giovane scrittrice romana Michela Ponzani presentare al Palazzo di Città di Salerno il suo ultimo lavoro editoriale, “Guerra alle donne”, ed il giorno successivo dedicare l’appuntamento del Punto Einaudi di Salerno a Rosario Bentivegna, uno dei più importanti protagonisti della Resistenza italiana ed autore di “Senza fare di necessità virtù”.

«Ho deciso di scrivere “Guerra alle donne” perché indotta a ragionare sulle violenze del nazifascismo e sulle tecniche di terrore utilizzate. Spesso si sente parlare solo di rastrellamenti e di eccidi di massa, tralasciando gli stupri commessi ai danni di tante povere mamme e non, quasi come se non fossero forme di violenza altrettanto malvagie. Con il libro ho voluto pertanto dimostrare come anche le donne degli anni ’30-’40, imbracciando le armi, abbiano voluto dire “no” alla società dell’epoca e combattuto per ottenere l’emancipazione dei propri diritti», ha spiegato la Ponzani durante l’incontro di venerdì 27 al Palazzo di Città, che ha visto la partecipazione di Maria Teresa Fulco, Presidente dell’Associazione “Memorie”, di Eduardo Scotti, giornalista de La Repubblica, di Aldo Pavia, già Presidente dell’ANED ed esponente dell’ANPI di Salerno, e di Titti Santulli del Comitato Provinciale ANPI di Salerno.

La stessa Michela Ponzani ha preso, poi, parte anche all’appuntamento di sabato 28 aprile al Punto Einaudi di piazzetta Barracano, volto ad omaggiare la figura di Rosario Bentivegna, fervente attore della Resistenza italiana e recentemente scomparso, e di Giulio Einaudi, fondatore di una delle più prestigiose case editrici italiane, avviata proprio in pieno secondo conflitto mondiale. «Omaggiare le figure di Bentivegna ed Einaudi è un motivo di grande commozione. Si tratta di due uomini che hanno scritto importanti pagine della recente storia nazionale e che, grazie alla loro “ribellione”, ci hanno permesso di vivere in un Paese libero e democratico come quello attuale», ha affermato Claudio Bartiromo, responsabile Einaudi per la Campania, alla presenza della compagna di Bentivegna, Patrizia Toraldo di Francia, dello storico Davide Conti, dell’esponente dell’ANPI di Salerno, Ubaldo Ubaldi, di Maria Teresa Fulco e Piero Lucia, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Associazione “Memorie”.

«Ultimo “orgoglioso” superstite del commando di partigiani comunisti protagonisti dell’azione di via Rasella», così come è stato recentemente definito dal giornalista e storico Mario Avagliano, Bentivegna è stato il fautore dell’esplosione che il 23 marzo 1944 fece saltare in aria 32 soldati del Battaglione Bozen. Episodio, questo, che assieme alla decisione di aderire al PCI dopo l’8 settembre 1943, alla rappresaglia nazista, all’eccidio delle Fosse Ardeatine, al ruolo di comandante partigiano sui Monti Predestini, alla militanza nel PCI, ai viaggi nell’Unione Sovietica, alla decisione di abbandonare il partito ed alla sua professione medica, sono stati raccontati all’interno di “Senza fare di necessità virtù”.

Vero e proprio testo autobiografico, in “Senza fare di necessità virtù” l’autore ha raccontato non solo l’evento, ma anche ciò che avvenne prima e soprattutto dopo. Un volume in cui si mescolano il ricordo diretto ed un’accuratissima ricostruzione storica, culminata nella decisione (datata 1985) di uscire dal PCI per i forti dissensi con le linee del Partito. «Avevo scelto di essere un comunista nel 1938 perché volevo essere libero, vivere nella democrazia e nella giustizia sociale - come affermato dallo stesso Bentivegna in una delle ultime uscite - Nel corso della mia vita non mi sono mai pentito di aver partecipato a quell’azione di guerra del marzo del 1944 a Roma, anzi l’ho sempre rivendicata con orgoglio. A via Rasella io ci sono stato perché ci volevo stare, ci sono sempre rimasto e ci sto ancora». E da qui l’invito ad intitolare la stessa via Rasella alla memoria di Rosario Bentivegna rivolto dal giornalista Eduardo Scotti alle istituzioni politiche nazionali.

“Primavera Einaudi”, rassegna letteraria promossa dal Comune di Salerno - Assessorato alla Cultura, dal Punto Einaudi di Salerno e dall’Associazione culturale “Koinè”, ritornerà sabato 5 maggio con l’ultimo lavoro editoriale di Elena Stancanelli, dal titolo “Un uomo giusto”, che sarà presentato alle ore 19.00 presso il Punto Einaudi di Corso Vittorio Emanuele.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©