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A Sant'Anastasia la Sagra del capretto


A Sant'Anastasia la Sagra del capretto
25/11/2009, 15:11


SANT'ANASTASIA - Quinta edizione della sagra del capretto dal titolo “"Tradizioni e Sapori Sagra del Capretto Anastasiano" che si terrà dal 27 al 29 novembre prossimo, per rinverdire la tradizione anastasiana di allevarlo e macellarlo con tecniche tipiche del paese. La manifestazione, ormai diventata un appuntamento fisso con la tradizione culinaria e con i prodotti tipici ed artigianali (rame) dell'area vesuviana e del Parco Nazionale del Vesuvio, organizzata dalla Pro Loco Sant'Anastasia, andrà “in scena” nella riqualificata piazza Cattaneo, anni fa più nota come piazza Ferrovia.
Protagonista della tre giorni sarà il capretto e la gastronomia anastasiana negli stands aperti da venerdì 27 novembre a domenica 29 novembre 2009. La sagra promossa dalla Pro Loco intende rilanciare le tradizioni e valorizzare l’esperienza degli anastasiani nella selezione e nel commercio delle carni ovine e caprine, obiettivo raggiungibile vista l’attesa e l’interesse per la sagra da parte del paese e dei comuni vicini. I visitatori saranno “dentro” una manifestazione che si presenta ogni anno più interessante e si ripete con grande successo e troveranno non solo capretto e delizie tipiche della zona, ma anche l’arte della lavorazione del rame, animazione e spettacoli. Ma come nasce la tradizione?Partendo dalla transumanza fatta dai pastori abruzzesi, molisani e dell'Alta Irpinia proprio attraverso il territorio di Sant’Anastasia, il commercio della carne di capretto è antico retaggio di determinate famiglie anastasiane (circa 400) che, oltre all’allevamento, macellavano i capi in aperta campagna e li vendevano. L’esigenza di un mattatoio comunale divenne ovvia e la Giunta Comunale il 17 dicembre del 1877 lo collocò in via Pomigliano nel sito “Arbosto, di proprietà del Principe di Macchia”. Dedito originariamente alla pastorizia, il popolo anastasiano, favorito dalla posizione stupenda delle varie masserie sparse sotto il monte, si specializzò nella crescita del capretto e nella macellazione, caratterizzata da vari accorgimenti tra cui la cosiddetta frollatura, necessaria alla stagionatura ed a far perdere alle carni il tipico sapore di latte caprino. I capretti anastasiani erano un vero prodotto locale e la fama allora ben meritata ritorna di attualità con la sagra.

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di Redazione
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