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A Sant'Anastasia torna il presepe vivente


A Sant'Anastasia torna il presepe vivente
16/12/2010, 17:12


SANT'ANASTASIA (Na) - Sembra tutto scontato: il silenzio, il buio di ogni vicolo, la paglia sparsa sul selciato delle strade, gli animali infastiditi dalle musiche, le torce, calore e luci discrete e soffuse sul fiato trattenuto… Ancora una volta un rione diventa Presepe. E’ il trentesimo anno e cade nell’anno dei festeggiamenti per il bicentenario della nascita del Comune. I Giocondi, associazione che lo realizza e il regista Luigi De Simone, che l’ha ideato e curato per trent’anni, in presenza dell’assessore Veruska Zuccone e del Sindaco, Carmine Esposito hanno illustrato in conferenza stampa di stamattina i dettagli e le novità. Contenuti tradizionali ed artistici, un intero borgo storico diventa un set per 16 scene, un’associazione, quella de I Giocondi, 130 e più persone a far da figuranti, un regista, artisti vari, il patrocinio e contributo del Comune di Sant’Anastasia e un bambino di pochi mesi. Questi ingredienti da anni ormai fanno parte del Presepe Vivente, che per la notte del 24 dicembre prossimo si porrà ancora una volta all’attenzione dei visitatori come un esempio di vita oltre che di religione, cultura, spettacolo e tradizione. “Il presepe vivente – dice il Sindaco, Carmine Esposito – è frutto di anni di studio e ore di impegno da parte di tanti giovani e di una “mente” che ha il merito di aver fatto nascere e far radicare a Sant’Anastasia una realtà che ha qualcosa di veramente straordinario dal punto di vista storico e culturale, oltre che artistico. Come Ente sosteniamo l’evento del presepe vivente e vogliamo farlo conoscere sempre più, ma ci domandiamo come mai gli Enti sovracomunali non avvertono l’esigenza di contribuire a promuoverlo. Provincia e Regione Campania dovrebbero investire nel presepe vivente anastasiano per il valore che ha di testimonianza di civiltà e di apertura verso l’intera comunità provinciale e regionale, al fine di migliorarlo sempre più e farlo crescere ancora meglio”.
Il presepe, in questo suo trentesimo compleanno, pone all’attenzione di chi lo visita varie novità: una piazza che è “esterna” al presepe, in cui vi saranno le scene di coloro che non hanno accolto il messaggio del “salvatore” inseguendo i loro “vizi”; i regnanti borbonici a Napoli scendono dallo scalone reale verso il popolo, lo incontrano ed incontrano anche Pulcinella che è intento a fare il presepe. Questa scena racconta l’intuizione dei Borboni di stare accanto e in mezzo al popolo, di accogliere la tradizione francescana del presepe e di utilizzarla - nella loro epoca – proprio attraverso il presepe, per far passare scenicamente le altre culture, tra cui quella orientale. E il regista dott. Luigi De Simone ha voluto sottolineare questa intuizione, dando ai regnanti il ruolo di “collante” con la tradizione francescana del borgo S. Antonio, dal quale e nel quale è nato l’evento del presepe vivente anastasiano.
Evento atteso che ha varcato i limiti geografici di Sant’Anastasia, un rito ormai “antico” che puntualmente si rinnova con una magia che viene da lontano e che ogni volta affascina chi assiste alle suggestive scene “viventi” del presepe, condite di musica e canti. Con innovazioni da scoprire, il presepe trasforma il centro storico del Borgo S. Antonio – uno dei più belli – nel grande palcoscenico ideato e curato dal regista De Simone.
“Oggi viviamo all’insegna di priorità assolute, di difficoltà reali – afferma De Simone – che all’interno del presepe trovano risposte nei personaggi che hanno accolto il messia e riscoprono i veri valori della vita”.
Il fermento per i preparativi del “ricordo” del momento figurativo ideato e realizzato da S. Francesco a Greccio, nel 1223, porta già a intravedere ciò che accadrà: strade, vicoli, ville e portoni saranno illuminati a petrolio nella notte di Natale, per far cogliere i giochi di luce e d’ombra di ognuno dei 16 quadri, dei costumi d’epoca e dei 130 figuranti che conducono la folla – il presepe è ormai visitato da migliaia di persone – alla grotta, dove rivive scenicamente l’incarnazione di Gesù, per favorire in tutti la meditazione sulla Sua presenza reale nell’Eucarestia. Per tutta la durata della manifestazione, mimica e canti si ripetono in continuità, intervallati da un momento plastico dei quadri, scandito da un diverso commento musicale a significare l’annuncio e l’attesa dell’evento.
Tutte le novità e le scene hanno qualcosa d’epoca, del mondo romano giudaico, dell’Antico Testamento, del ‘700 napoletano, grazie ad una ricerca iniziata decenni fa e consolidata di anno in anno. Nascono così quadri della Palestina, del Medioevo, dei Misteri, dei pescatori, delle lavandaie, della nobiltà, di Napoli dei secoli d’oro. Il tutto a sottolineare la centralità dell’uomo.
Il costo della rappresentazione è sostenuto da Amici del Presepe vivente, dagli stessi figuranti e dal Comune che lo ha istituzionalizzato nel 2001 e contribuisce con 5000 Euro.

SCHEDA
Il Presepe Vivente Anastasiano – PRESEPE VESUVIANO – nasce alla fine degli anni ’70.
Esso si propone di rappresentare il Mistero dell’Incarnazione di Gesù alla maniera di Francesco d’Assisi facendo memoria di quanto avvenne a Greccio, ad opera del Santo nel Natale del 1223.
La peculiarità del Presepe Vesuviano è la data: notte del 24 dicembre.
130 figuranti, 20 tecnici, danno vita a 16 diversi quadri scenografici in cui sono rivisitate le tradizioni e l’appartenenza:
• Scene “…non l’accolsero…”: Taverna, Mercato, Piazza, Erode, Fatica, Diavoli
• Scene “…credettero in lui…”: lavandaie – pescatori – aia – sogno di Giuseppe
• Scene “…venne in mezzo a noi…”: profeti, annunciazione, Sant’Elisabetta, Magi
• Scena Francesco d’Assisi, ideatore e realizzatore del primo presepe vivente
La scena conclusiva della Natività è presentata in Piazza Sant’Antonio, fuori la chiesa, dopo la Santa Messa di mezzanotte, con il “raccogliersi” di tutti i figuranti intorno alla grotta.

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di Redazione
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