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Il deputato Pdl protagonista, tra errori marchiani e risate

Ad Annozero è Stracquadanio-show



Ad Annozero è Stracquadanio-show
08/04/2011, 14:04

MILANO - Una puntata di Annozero molto scoppiettante, quella di ieri di Annozero. E molto è dovuto alla presenza, tra gli ospiti di Giorgio Stracquadanio (gli altri erano il presidente del Pd Rosy Bindy, il giornalista Maurizio Belpietro e in Collegamento Gian Antonio Stella). Ha scaldato subito l'ambiente, dal suo primo intervento quando ha visto Marco Travaglio che stava ridendo per alcune cose non esattamente veritiere che aveva detto (Stracquadanio aveva appena detto che nel processo Berlusconi c'era una concussione senza un concusso - un assurdo - e Travaglio si era lasciata scappare una risata). Immediatamente l'ha rimproverato, perchè secondo lui non poteva farlo. Poi ha cominciato ad interrompere su chiunque intervenisse, tanto che dopo un po' è stato Michele Santoro - solitamente calmo e tranquillo - che è sbottato: "Va bene, ma se vi brucia che i giudici hanno deciso che il mio programma possa andare avanti, va bene. Maq cerchi di comportarsi decentemente". In questa maniera ha ottenuto un po' di calma.
Che però è durata poco. Soprattutto è stato molto divertente vedere Stracquadanio che pretendeva di dare lezioni di diritto a Santoro e a Travaglio, dicendo una serie di assurdità giuridiche. Dal fatto che è reato, violazione del segreto, pubblicare intercettazioni telefoniche già rese note alle parti; al fatto che è competenza del Tribunale dei Ministri e non del Tribunale di Milano il processo di Berlusconi. E così via. Tanto che Travaglio un paio di volte l'ha preso in giro chiedendogli dove si fosse laureato in giurisprudenza ("ma ha preso la laurea per corrispondenza?") oppure dove praticasse la libera docenza.
DIvertente anche un battibecco, quando Stracquadanio ha accusato Santoro di "parteggiare per la sua squadra". E quando il conduttore ha chiesto quale fosse questa squadra, il deputato ha risposto: "La Procura della Repubblica di Milano". Ma il giornalista non se l'è presa: "Ah, bene. Mi ci iscrivo. Mi ci iscrivo". E Stracquadanio, spiazzato, ha cercato di recuperare con un: "Ma l'ha già fatto".
Naturalmente nel finale non poteva mancare l'editoriale di Travaglio, che ha ricordato come, in occasione dei processi di Berlusconi, la macchina del fango ha sempre cercato di delegittimare i giudici o i pubblici Ministeri interessati. E poi le vignette di Vauro, per chiudere la puntata con un sorriso. In questo caso, oggetto è un catalogo di escort, dalla "Baffina" (Massimo D'Alema) alla Russa (Ignazio La Russa), per finire con la Vaura.

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di Antonio Rispoli
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