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Ad Arturo Mari il Premio Speciale Badia, alla foto Luce Divina il Concorso Fotografico Nazionale


Ad Arturo Mari il Premio Speciale Badia, alla foto Luce Divina il Concorso Fotografico Nazionale
15/11/2011, 09:11

Un doppio evento capace di attirare un foltissimo pubblico, che ha seguito con grande interesse i vari momenti della riuscitissima serata. A partire dal conferimento al Comm. Arturo Mari, fotografo ufficiale degli ultimi sei Pontefici in Vaticano, del “Premio Speciale Badia” 2011, iniziativa a cadenza annuale fortemente voluta dalla comunità monastica della Badia per attribuire un prestigioso riconoscimento ad importanti personalità nel campo artistico, sociale e culturale con riferimento alla sfera religiosa.


In questa prima edizione, riservata all’arte fotografica ed in particolare alla fotografia religiosa, ad essere insignito del Premio è stato il fotografo romano Arturo Mari, conosciuto come il “fotografo di sei Papi”, essendo stato in 53 anni di carriera ininterrottamente “al servizio” di ben sei Pontefici.


Mari ha ricevuto il Premio direttamente dalle mani di Padre Abate Dom Giordano Rota, Amministratore Apostolico dell’Abbazia della SS. Trinità, che poi, palesando insospettabili doti giornalistiche, ha anche “intervistato” il suo illustre interlocutore. Una piacevole chiacchierata da cui sono emersi aneddoti, curiosità e segreti dell’incredibile “carriera” di Arturo Mari. Il suo avvio alla fotografia in tenera età e l’ingresso “ufficiale” in Vaticano il 9 marzo 1956, per “uscirne” dopo ben 53 anni. Ed ancora, tutti i particolari della sua “convivenza” con sei Pontefici: da Pio XII (1939-1958) a Giovanni XXIII (1958-1963, «Un grande Papa, che ha aperto le porte del Vaticano e scongiurato la III Guerra Mondiale»), da Paolo VI (1963-1978, «Un Pontefice del quale solo ora si stanno scoprendo l’importanza e la grandezza») a Giovanni Paolo I (1978, «Una persona molto timida e riservata, ma di incredibile intelligenza»), per finire con Benedetto XVI (2005).


Capitolo a parte nei ricordi di Mari per Giovanni Paolo II (1978-2005): «Un uomo incredibile, un autentico Santo in terra, che mi ha insegnato l’umiltà ed il rispetto per le persone». Dall’attentato ai numerosi viaggi intercontinentali, dagli incontri con i Capi di Stato (quello con Gorbaciov il più emozionante) agli anni della malattia e della sofferenza, «vissuta senza paura e con la volontà di non celarla al mondo». Le parole di Mari hanno letteralmente “rapito” l’uditorio, con attimi di generale ed intensa commozione quando il fotografo romano ha raccontato del suo ultimo incontro con il Pontefice poche ore prima della sua morte, quando il Beato polacco ebbe ancora la forza e l’umiltà di chiamarlo al suo capezzale semplicemente per dirgli: “Grazie Arturo”.


Non sono mancati, ovviamente, anche i consigli tecnici per i tanti fotografi presenti da parte del grande Maestro, i cui insegnamenti sono culminati in quello decisamente più rilevante: «Fotografate sempre con il cuore e, soprattutto, mai con l’intenzione di nuocere a qualcuno con i vostri scatti».


Dopo la chiacchierata con l’Abate Rota, Mari è stato tra i protagonisti anche dell’inaugurazione, sempre presso i locali della Badia, della mostra fotografica delle migliori 100 opere selezionate dalla Giuria del Concorso Fotografico Nazionale “Chiese d’Italia nel Millennio della Badia di Cava de’Tirreni”, avente come tema unico “le chiese italiane” ed organizzato dal Club Fotografico Cavese, con il patrocinio della Provincia di Salerno, della Città di Cava de’ Tirreni, dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Cava de’ Tirreni e della FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.


Un’iniziativa nobilitata da un ottimo riscontro (265 le fotografie inviate da ogni parte del Belpaese da 93 fotografi) e capace di “promuovere” in tutta Italia l’Abbazia della SS. Trinità e la Città di Cava de’ Tirreni, come sottolineato da Marco Senatore, Consigliere comunale delegato al Millennio, e da Mario Galdi, Direttore dell’Azienda di Soggiorno e Turismo metelliana, durante la cerimonia di premiazione, svoltasi sempre venerdì 11 novembre alla Badia e presentata dal prof. Armando Lamberti, Componente del Comitato Nazionale per il Millennio.


Dopo aver esaminato attentamente i numerosi lavori presentati, la Giuria ha assegnato il Primo premio (€ 1000) alla foto intitolata “Luce Divina” di Andrea Mazzoleni di Bergamo. Secondo premio (€ 500) per la foto “Pietrelcina” del cavese Francesco Patera; terzo premio (€ 200) alla foto “Chiesa Ecce Homo” scattata da Walter Imperato di Palermo.


Oltre ai tre vincitori, la Giuria ha inteso anche premiare con una menzione speciale altre tre foto: prima opera segnalata (Medaglia d’oro FIAF) “La musica dell’anima” di Angela Tortora di Cava de’ Tirreni; seconda opera segnalata (Medaglia d’argento FIAF) “La Domenica delle Palme” di Giovanni Brighente di Verona; terza opera segnalata (Medaglia di bronzo FIAF) “S. Antonio” di Antonio De Martino di Salerno.


Tutte foto che, unitamente alle altre selezionate dalla Giuria, si potranno ammirare fino all’11 dicembre nei locali della Badia ed anche in “versione ridotta” presso il MARTE Mediateca Arte Eventi, centro polifunzionale sito in Corso Umberto I a Cava de’ Tirreni. Tutti gli scatti sono inoltre consultabili sull’apposita photogallery allestita sul sito del Club Fotografico Cavese (www.clubfotograficocavese.com) nella sezione “Concorso Millennio”, sulla pagina Facebook dedicata al Concorso e su quella del Club Fotografico Cavese. Con un ulteriore riconoscimento che verrà attribuito alla foto che riscuoterà il maggior numero di “Mi piace” dal “popolo di Facebook”.


L’intensa serata ha vissuto un’appendice l’indomani. Il soggiorno cavese di Arturo Mari, infatti, è proseguito sabato 12 novembre con la visita al Palazzo di Città, dove è stato accolto dal Sindaco Marco Galdi, al MARTE Mediateca e soprattutto all’Abbazia della SS. Trinità, i cui inestimabili tesori artistici e culturali hanno profondamente colpito il fotografo romano, che nel lasciare la terra metelliana ha rivelato commosso ad Angelo Tortorella, Presidente del Club Fotografico Cavese: «La vostra accoglienza e la vostra ospitalità sono state fantastiche. Potete contarci: tornerò presto a Cava de’ Tirreni».



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di Redazione
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