Cultura e tempo libero / Cultura

Commenta Stampa

Nei paesi poveri 1000 bebè al giorno prendono l’Hiv

Aids, la sfida Unicef: nel 2015 “Aids free generation”


Aids, la sfida Unicef: nel 2015 “Aids free generation”
19/07/2011, 12:07

Creare una generazione di bambini liberi da Aids (Aids-free generation) entro il 2015, passare da 400 mila nuovi nati che diventano Hiv-positivi a 40 mila nei prossimi 4 anni: questo è l’obiettivo ambizioso ma possibile che si è posto l’Unicef, ma bisogna lottare ancora contro una profonda distanza tra Occidente e paesi poveri. In questi, infatti, ancora oltre 1000 bebè ogni giorno si infettano durante il parto, la gravidanza o l’allattamento. È quanto riferito all’ANSA da Jimmy Kolker, direttore Unicef per il Programma HIV/AIDS durante la conferenza dell’International Aids Society in corso a Roma. “Non servono nuove scoperte scientifiche, non servono tanti soldi, ma serve tantissimo impegno a livello globale - ha detto - per ridurre in 4 anni del 90% la trasmissione verticale del virus Hiv da madre a figlio”. E non è tutto, bisogna anche non dimenticare una triste realtà: “Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni - ha sottolineato - ci sono ancora 2 milioni di bambini Hiv-positivi sotto i 15 anni e a ricevere i farmaci antiretrovirali è ancora la minoranza (circa il 28%) di essi, gli altri crescono senza terapia o arrivano tardi alle cure”. E questo avviene nonostante le terapie costino meno di 200 dollari l’anno a bimbo. Ma non è solo un problema di soldi, molti bambini non ricevono la diagnosi anche se la madre sa di essere sieropositiva, ha spiegato Kolker.

Commenta Stampa
di AnFo
Riproduzione riservata ©