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Demoni e poesia sul fondo dell’ennesima bottiglia

Al Caffè del Viaggiatore un riuscito omaggio a Piero Ciampi


Al Caffè del Viaggiatore un riuscito omaggio a Piero Ciampi
30/04/2012, 19:04

Come calati all’interno di una delle “cantine” che Piero Ciampi era solito frequentare, lo scorso 27 Aprile il Caffè del Viaggiatore al centro storico di Napoli, ha ospitato “Ho tutte le carte in regola”, una insolita e vivace rappresentazione nata da un’idea di Peppe Silvestro e Silvana Vajo, che propone uno sguardo lucido e smaliziato sul cantautore livornese e sulla sua singolare arte. Al testo scritto da Maurizio Tieri e dalla stessa Silvana Vajo che ne ripropone la lettura interpretativa, si frappongono gli interventi di uno sfrontato e insolente Piero Ciampi che, tra un bicchiere di vino e l’altro, è vigorosamente interpretato da Ciro Zangaro. Gli “avventori- spettatori” della locanda sono letteralmente investiti dalla furia di un uomo esaltato che tutto disprezza e che tutto dissacra, ma che pure si accanisce a difendere il suo titolo di poeta. Un esempio a fosche tinte di un soggetto che si può amare o odiare, che non lascia spazio alle misure tiepide. Ciampi è l’uomo che si fa pagare 500mila lire (degli anni Settanta!) per cantare mezza canzone e mandare “a cagare” il pubblico, l’uomo odiato dai colleghi, dai discografici, dalle radio, dalle tivù. L’uomo che ha fatto del bere sin dalle prime luci dell’alba la sua vocazione ( e nonostante il suo mai sopito amore per il vino, non morirà di cirrosi epatica come da lui debitamente messo in conto, ma con un cancro alla gola, assistito sino all’ultimo momento dal suo medico che, ironia della sorte, è cantautore anche lui, il Dottor Mimmo Locasciulli). Ciampi è l’uomo che, come recita una sua canzone dedicata al pittore e amico Federico Sirigu, ‘ha tutte le carte in regola per essere un’artista’, con la sua vita dissoluta e (gaudente?), col suo essere attaccabrighe - e un ‘litigio’ si è consumato anche con uno degli ospiti presenti - e con le sue canzoni “rare come una sorpresa” in cui, come scrisse la giornalista Natalia Aspesi che per prima si interessò al suo inconsueto talento, “c’era qualcosa di abbastanza poetico per riuscire incomprensibile all’amatore abituale di canzonette”. Ma Piero Ciampi è anche l’uomo che ha bisogno del consenso sociale, che vuol vedere riconosciuto il proprio talento, che oltre a voler “sgangherare” le donne, riesce anche ad innamorarsene così come è chiaramente palpabile in brani come “Tu no”, esecuzione struggente del “vero” Piero Ciampi che gli spettatori hanno potuto apprezzare in una proiezione che lo vide ospite alla trasmissione Senza Rete del 1970 e in “Io e te, Maria” mirabilmente eseguita dal maestro Antonio Del Gaudio la cui presenza sulla scena arricchisce felicemente la performance degli attori. Del resto, lo stesso Piero Ciampi così si espresse in merito al gentil sesso: “ Le donne sono una razza a parte, che a volte detesto ma, anche, la cosa più meravigliosa che esista. E poi, per sapere cos’è la solitudine, bisogna avere vissuto in due”. Quanta poesia sul fondo d’un bicchiere, ma quanta rabbia anche, se si pensa a quella disperata invettiva che è “Adius” le cui parole - Ma come? Sono secoli che ti amo, cinquemila anni, e tu mi dici di no? Ma vaffanculo, sai cosa ti dico? Va-ffan-culo. Te, gli intellettuali e i pirati. Vaffanculo, Vaffanculo – avranno destato, come si può certo immaginare, non poco scompiglio nella critica perbenista, ma che ancora oggi, a distanza di tanti anni, evocano in chi le ascolta lo stesso potere liberatorio! Dopo la morte lo hanno cantato in tanti, tra gli altri, Gino Paoli, Nada, La Crus, Morgan. E adesso, il merito di aver saputo celebrare l’artista dai versi scarni e diretti che trovano immediatamente la strada che porta al cuore, il cantautore “maudit”, va anche a tutti gli attanti della scena allestita al Caffè del Viaggiatore che riproporranno l’omaggio a Piero Ciampi in occasione della manifestazione “Maggio dei monumenti”.

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di Rosa Vetrone
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