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Al cinema il nuovo film di Clint Eastwood


Al cinema il nuovo film di Clint Eastwood
17/03/2009, 18:03

In quello che, a suo stesso dire, potrebbe essere il suo ultimo film girato ed interpretato, Clint Eastwood pare voler ripercorrere, in una sola volta, i diversi personaggi della sua gloriosa carriera cinematografica. Un po' di ispettore Callaghan, qualche sguardo da cowboy e l'abile armeggio intorno alla sua iconografica figura, portano l'intramontabile attore americano a realizzare un film in agrodolce che risulta, in alcuni tratti, genuinamente ed inaspettatamente comico e, in altri, palesemente drammatico.
La storia è quella di Walt Kowalski, anziano e burbero reduce della guerra in Korea che, rimasto vedovo, passa le giornate a prendersi cura del suo giardino, sorseggiare birra e rivolgere sguardi  e commenti di disapprovazione ai suoi vicini asiatici. Walt ha un pessimo rapporto con i suoi due figli e un approccio razzista nei confronti dei numerosi stranieri che abitano il suo quartiere. Un vecchio scontroso, reazionario nelle sue convizioni e di poche parole che, dopo l'incontro con due giovani Hmong (popolo orignariamente sparso tra la Cina e il sud est asiatico), vedrà però radicalmente e rapidamente cambiare la propria vita.
Il personaggio interpretato da Eastwood, è in perfetta sintonia con il contrasto emozionale procurato dal film. Con le immagini dai colori contrapposti che vengono, con grande maestria e credibilità, presentate allo spettatore nelle fasi diverse di quello che, anche a detta del National Board of Review of Motion Pictures Awards, è tra i 10 "movie" più belli del 2008.

Il Walt Kowalsky presentato dal regista americano, è di quegli uomini che difficilmente si dimenticano
; che ti restano dentro anche dopo che sei uscito dalla sala...e di quei personaggi ai quali ti affezioni e ai quali, quasi quasi, vorresti stringere la mano e dare un abbraccio alla fine della proiezione. Kowalsky è "denso" e forte e credible e tragicomico. Kowalsky è un buono antipatico da manuale che risulta familiare a chi lo osserva ma, al tempo stesso, mai scontato e banale. "Un uomo con le palle"(come direbbe lui stesso). Un uomo che, alla fine, dimostra di avere anche un gran cuore.
 
Voto: 8-

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di Germano Milite
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