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Al cinema il primo film su facebook


Al cinema il primo film su facebook
12/05/2009, 21:05

Feisbum è una mistura di cortometraggi (in tutto otto) frutto del lavoro di ripresa e montaggio realizzato in tempi record da alcuni registi semi-esordienti. Il risultato prodotto da questo istant movie pensato (in maniera non poco furbesca) per cavalcare l'onda del femoneno virtuale del momento, non è del tutto spregevole e, a tratti, riesce a strappare anche qualche sorriso e qualche riflessione sulle manie, le ossessioni, i complessi, i  luoghi comuni di chi vive, giornalmente, una vita virtuale vera e propria; parallela a quella reale.
Nel susseguirsi rapidissimo degli otto episodi si raccontano (a volte in maniera efficace, altre in maniera inevitabilmente troppo superficiale)  le storie di quelli che potremmo definire "personaggi tipo" iscritti sui vari social network ed in particolare sull'inflazionatissimo Facebook. C'è chi vede il proprio matrimonio rovinato da qualche tag compromettente, chi cerca disperatamente il grande amore, chi riesce a racimolare discrete somme di denaro truffando qualche utente ingenuo, chi si finge un grande sciupafemmine e chi, come nell'episodio molto significativo intitolato:" Angelo Azzurro Reloaded", riesce a ritrovare in maniera insperata una perduta giovinezza grazie a qualche conoscenza fuori dal comune.
In generale un discreto prodotto per i curiosi e per i social network addicted che, di sicuro, si ritroveranno (magari un po' odiandosi e un po' sentendosi ridicoli) in qualcuno dei protagonisti. Considerando che, tale collage di corti, è opera di registi in pratica esordienti, bocciare quest'ennesima "fatica post-moderna", sarebbe ingiusto e frutto di un recensionismo snobbistico. Tuttavia, se è vero che in consigli servono a qualcosa, alloram c'è da puntualizzare che, a questo titolo, manca lo sprint finale, il colpo di genio, il guizzo che lo differenzia dall'infinita moltitudine di titoli più o meno simili e più o meno riusciti.
In effetti, Feisbum, descrivendo una realtà frenetica e spesso superficiale e farlocca, finisce con il cadere, in alcuni tratti, in una altrettanto frettolosa e sbiadita rappresentazione cinematografica e nel bruciare tutte le possibilità d'approfondimento che, in diversi episodi, paiono urlanti e scalpitanti. La pellicola, infatti, tira la gonna ai registi in cerca delle giuste attenzioni ma, spesso e volentieri, viene ignorata e lasciata "piangere".

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di Germano Milite
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