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Al Klab Kestè Laboratories una nuova mostra fotografica di ActionAid


Al Klab Kestè Laboratories una nuova mostra fotografica di ActionAid
17/03/2010, 09:03

Il Gruppo Locale di Napoli Action Aid è nato ufficialmente il 25 novembre 2006. Action Aid è un’organizzazione internazionale impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale. Da oltre trent'anni anni lavora a fianco delle comunità del  Sud del mondo con l’obiettivo di garantire loro migliori condizioni di vita.

ActionAid vuole ribadire l’importanza di rimettere le donne al centro della lotta alla fame: i diritti delle donne alla terra e alle risorse naturali sono l’anello mancante nella risposta alla crisi alimentare. Proprio per sensibilizzare e focalizzare l’attenzione sui diritti di ogni donna, il Gruppo Locale di Napoli di Action Aid proporrà, dal 19 al 25 marzo 2010, la mostra fotografica Hunger Free Women Speak Out, presso il Kestè Napoli.

“Salvaguardare la sicurezza alimentare per le donne e sostenere lo sviluppo delle loro capacità nel settore agricolo sono una condizione imprescindibile - spiega Beatrice Costa, policy officer di ActionAid, - per il raggiungimento del primo Obiettivo del Millennio, che prevede di dimezzare la proporzione di coloro che soffrono la fame nel mondo entro il 2015”.

Nel mondo una persona su sette soffre la fame e più del 60% delle persone affamate sono donne e bambine. Un paradosso, poichè sono le donne a produrre tra il 60% e l’80% del cibo nel Paesi in via di sviluppo. Le donne possiedono meno del 2% della terra disponibile nel mondo e sono le più penalizzate nell’accesso al credito e ai servizi tecnici di supporto alle attività agricole.

Con l’aumento della popolazione, la crescente richiesta di terra per la coltivazione dei biocarburanti e i cambiamenti climatici in atto, la questione della distribuzione della terra diventa ancora cruciale.

“Poter possedere ed ereditare la terra oltre ad essere un diritto - continua la Costa - è un elemento che dà alle donne maggiore potere decisionale nelle proprie famiglie e comunità e che contribuisce alla lotta alla povertà. Eppure l’empowerment delle donne è il fattore su cui meno si è scommesso nella risposta all'aumento del numero di persone affamate e malnutrite. Nella definizione di programmi e progetti di sviluppo rurale poco è stato fatto per garantire che la voce delle donne fosse ascoltata e la loro esperienza valorizzata”.

ActionAid chiede ai Paesi donatori, al G8 e in particolare all’Italia di mettere i diritti delle contadine al centro della risposta alla crisi alimentare: il diritto delle donne a possedere ed ereditare la terra, l’accesso alla formazione e al credito per attività agricole, assieme all’istruzione e alla garanzia di una fonte di reddito devono costituire le priorità dell’agenda politica di chi vuole combattere la fame a livello globale. www.actionaid.it       

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di Redazione
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