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Al Museo di Sperlonga uno dei più grandi poeti italiani contemporanei


Al Museo di Sperlonga uno dei più grandi poeti italiani contemporanei
31/10/2012, 15:46

«La critica gli ha dato dell’Orazio, del Maestro di Via, del Saggio taoista. Le sue incrinabili poesie si tengano tra i cristalli». È di appena domenica scorsa questa recensione apparsa su “La Lettura” del Corriere della Sera. Il poeta in questione è Claudio Damiani, che sabato 3 Novembre dalle 18.30 sarà ospite del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga per regalare al pubblico gli ultimi versi raccolti nel libro “Il fico sulla Fortezza”, un gioiello edito da Fazi. All’interno della serata evento “Un Museo di-verso” dialogherà con lui Simone di Biasio e le poesie saranno accompagnate dal sax del M° Raffaele Cherubino, già membro di Orchestre Rai e Mediaset. Ad introdurre la serata la dott.ssa Marisa de’ Spagnolis, Direttrice del Museo di Sperlonga.
Si tratta di un esperimento inedito, dunque, che intende unire la storia di un’area ricca come quella della villa di Tiberio ai versi della più alta poesia contemporanea, sacralizzando ancor di più il momento di una lettura in cui le poesie si fanno opere d’Arte esposte, eppure vivissime. Claudio Damiani torna nella Riviera d’Ulisse dopo la felice esperienza dello scorso anno sulla terrazza del Castello Caetani di Fondi. «E’ sempre magico quando la poesia riesce a calamitare tanti appassionati, curiosi, amanti del genere. Sono legato anche a Sperlonga da ricordi che mi riportano all’infanzia, e sabato al Museo mi piacerebbe affrontare alcuni temi che sono nel libro: la natura, il tempo, identità e differenza, il rapporto tra arte e scienza, la bellezza, la morte. Ma soprattutto affrontare la poesia, eseguendo alcuni testi, facendoli suonare. Sapendo che ciò che più conta poi è il rapporto tra lettore e testo, che avviene in solitudine».

L’evento è realizzato grazie al patrocinio di “Sperlonga Turismo” e Ass.to al Turismo del Comune di Sperlonga e al contributo della Libreria Mondadori di Fondi, del “Virgilio Grand Hotel”, “Hotel Miralago”, “Grand Hotel La Playa”, “Hotel Ganimede” e “Hotel Aurora”.
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Chi è Claudio Damiani. Nato nel 1957 a San Giovanni Rotondo, vive a Roma dall'infanzia. Ha pubblicato le raccolte poetiche Fraturno (Abete,1987), La mia casa (Pegaso, 1994, Premio Dario Bellezza), La miniera (Fazi, 1997, Premio Metauro), Eroi (Fazi, 2000, Premio Aleramo, Premio Montale, Premio Frascati), Attorno al fuoco (Avagliano, 2006, finalista Premio Viareggio, Premio Mario Luzi, Premio Violani Landi, Premio Unione Scrittori), Sognando Li Po (Marietti, 2008, Premio Lerici Pea, Premio Volterra Ultima Frontiera, Premio Borgo di Alberona, Premio Alpi Apuane), Poesie, a cura di Marco Lodoli (Fazi, 2010, Premio Prata La Poesia in Italia, Premio Laurentum) e Il fico sulla fortezza (Fazi, settembre 2012). E' stato tra i fondatori della rivista letteraria Braci (1980-84). Suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue (tra cui principalmente inglese, spagnolo, serbo, sloveno, rumeno) e compaiono in molte antologie italiane (anche scolastiche) e straniere.
“Il Fico sulla Fortezza”. La forma dialogica attraversa molte di queste nuove poesie di Claudio Damiani, a partire dalla lirica che dà il titolo alla raccolta, Il fico sulla fortezza. Scritti tra il 2007 e il 2011, questi testi non soltanto ripercorrono temi cari al poeta – la natura intelligente ed esemplare, il tempo e la morte gonfi di segreto e promesse, la gentilezza quale “traguardo d’ognuno” – ma si aprono a un dialogo nuovo col presente e la comunità, sia degli uomini che, più ampiamente, dei viventi e degli enti. Ed è proprio la stretta relazione tra materia e vita a costituire il centro della riflessione di questa raccolta, in cui Damiani si pone in colloquio attento e meravigliato con la fisica e le altre scienze della natura, osservando ogni cosa con la serena chiarezza e la vitale disponibilità all’incanto del mondo che sempre illuminano la sua poesia. Claudio Damiani è oggi uno dei più affermati poeti della sua generazione. La sua poesia sa parlare al cuore di tutti per il nitore del suo sguardo e una semplicità che restituiscono intatti il segreto perenne della natura, della bellezza e del tempo che avvolge ogni cosa. L’autore sceglie temi universali che affondano le radici tra i Classici, ma che nutrono una poesia moderna, diretta, di altissima leggibilità.

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di Redazione
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