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Al Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli, Quattro bombe in tasca di Ugo Chiti


Al Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli, Quattro bombe in tasca di Ugo Chiti
03/05/2011, 14:05

Uno dei testi più belli della drammaturgia contemporanea, un racconto a sei voci femminili,  che farà rivivere le storie “fermate” da Chiti nel suo straordinario testo. La memoria della Resistenza, il suo profondo legame con la vita e l’immaginario di tante persone, la necessità tutt’altro che demagogica di preservarne i valori e il ricordo dei fatti. Queste le motivazioni che hanno portato uno dei maggiori drammaturghi contemporanei, Ugo Chiti, a scrivere Quattro Bombe in Tasca, spettacolo che debutterà venerdì 6 maggio 2011 alle ore 21.00 (repliche, poi, dal giovedì alla domenica fino al 22 maggio) al Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli.

L’allestimento, che chiude la programmazione della sala teatrale nel Centro Antico di Napoli, si avvale della presenza, in scena, di Rosalba Di Girolamo, Antonella Ippolito, Pina Di Gennaro, Dalal Suleiman, Serena Lauro, Elisabetta Bevilacqua. Il disegno luci è a cura di Sonia T. Carobi, la consulenza storica di Antonio Scattero, l’adattamento e la regia di Ciro Sabatino.

Quattro bombe in tasca è fra i testi più belli della drammaturgia contemporanea. Un dramma sulla resistenza, sulla grandezza e la fragilità degli uomini, sulle vittime e sui carnefici, sugli eroi e sui tiranni, che, nella storia e nella vita, si ripropongono eterni e uguali a se stessi, qualunque sia il colore della divisa indossata.

Nell’adattamento scenico di Ciro Sabatino, Quattro bombe in tasca diventa un racconto a sei voci, nel pieno rispetto del lavoro di Chiti, con un’unica concessione. A raccontare la storia di Fausto, Biondo, Tizzo, Bomba, Leggero, Colle, Silvana, Irma e tanti altri partigiani – morti a vent’anni per “credere in qualcosa” – saranno sei donne.

Sei voci di donne, sei voci di attrici napoletane che decidono di rileggere la Resistenza attraverso gli occhi delle sue eroine femminili. Donne coraggiose, fiere, protagoniste e vittime di quelle battaglie, che si consumarono tra la Toscana e l’Emilia Romagna nella primavera del 1944. Donne che raccontano il loro dolore, i loro morti, ma anche i loro amori, le loro speranze e i loro ideali.

Una prospettiva inedita della lotta armata, lontana dallo stereotipo dell’eroe machista, presente in molti racconti di guerra. Il testo è stato liberato da ogni riferimento rigorosamente geografico e linguistico, per assegnare, alla memoria dei fatti, l’universalità del concetto di “resistenza”.

Le sei attrici coinvolte, racconteranno le storie fermate da Chiti nel suo stupendo testo, e lentamente, la narrazione si “farà scena”.  Un continuo gioco meta teatrale ricorda le ricostruzioni storiche della Resistenza, che ogni anno si svolgono nelle piazze e nelle trattorie del Chianti.

Lo spettacolo è dedicato a un uomo giusto, coraggioso, buono: Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso l’estate scorsa da chi voleva cancellare un sogno.

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di Redazione
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