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Al teatro elicantropo debutta 'Appunti di un riparatore'


Al teatro elicantropo debutta 'Appunti di un riparatore'
29/03/2010, 16:03

Perché le storie non finiscano, è necessario che non comincino mai”. E’ questo breve pensiero a ‘disegnare’ il tessuto drammaturgico di Appunti di un riparatore, l’ultima creazione dell’autore e regista Massimo Maraviglia, che debutterà, in prima assoluta, giovedì 1 aprile 2010 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 11), al Teatro Elicantropo di Napoli.
Presentato da Cantieristupore e CRASC, la messinscena si avvale dell’interpretazione di Marco Di Prima, Massimo Finelli, Ettore Nigro, Peppe Cerrone, Marina Macca, Patrizia Eger, Fabiana Fazio, Sofia Campanile, Peppa Talamo, Marianna Liguori, Giuseppe De Liso, Cinzia Cordella, Amedeo Di Capua, Leila D’Angelo, Renato Zagari, Carlo Soma, Mario De Masi. I costumi sono a cura di Annalisa Giacci, le musiche originali di Canio Fidanza, le scene di Nicola Di Fiore, il disegno luci di Ettore Nigro.
Appunti di un riparatore è la storia di un omino (Beniamino Carmatore) che vive riparando oggetti di varia natura, suonando il violino e prendendo appunti su ogni cosa il caso gli riservi, dai suoi amici, coi quali forma un’orchestrina sgangherata alla ricerca di improbabili soluzioni compositive da dare alla vita. Ripara perché è il suo lavoro, ma è anche il modo per non gettare le cose quando non servono più, per tornare sulle cose e scoprire di esse altri aspetti, fino a quel momento incontemplati.
Suona il violino per affinare l’orecchio e riconoscere le intonazioni delle cose. Prende appunti perché vuole raccontare qualcosa, cui egli stesso non sa imporre un nome e non sa spiegare.
La sua è una storia fatta di frammenti d'altre storie, storie di uomini e donne comuni che, nelle pagine del suo taccuino, assumono i tratti di personaggi quasi immaginari, si trasmutano in circensi e giocolieri, mangiafuochi bislacchi di una favola a molti sensi, senza capo né coda, di cui resta appena il cuore, come accade in ogni distillazione.
“Sebbene si presenti in maniera affatto diversa (dall’antifavola si passa ora a esplorare l’anticommedia) – spiega Massimo Maraviglia -  Appunti di un riparatore costituisce la prosecuzione ideale di Puccetto e Olopierno. Ancora una volta, la scommessa disperante è quella di cimentarsi con storie che non sono tali e personaggi che tendono a trasformarsi in altro da sé, con l’irraccontabile insomma, e con quanto di metafisico la quotidianità delle cose nasconda. Il tutto, pensando ad un teatro a modo suo popolare”.
Beniamino è la voce narrante di una tribù di paraterrestri, uomini comuni ma straordinari solo per una caratteristica: non vedono il 'ciò che è' delle cose, ma il 'ciò che può essere', superstiti, a modo loro felici, di una specie strana di paradiso che forse non è mai esistito ma che forse potrebbe esistere, in una realtà parallela a quella che ogni giorno viviamo.
I paraterrestri sono gente di un circo per la quale una coincidenza accidentale, la morte, l’amicizia, l’utopia, la serenata, la catastrofe, il lavoro o la partita a carte, sono tutti numeri da interpretare con pari intensità, pur tra i rumori disarmanti delle cose e della vita.

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di Redazione
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