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Petri porta in scena l’opera di Marguerite Yourcenar

Al Teatro Il Primo “Lo specchio di Adriano”


Al Teatro Il Primo “Lo specchio di Adriano”
30/01/2012, 16:01

L’opera più nota della Yourcenar ricostruisce in forma epistolare la vita di uno dei più grandi imperatori romani. Arnolfo Petri ne fa uno spettacolo che sarà di scena al Teatro Il Primo da Giovedì 2 a Domenica 19 febbraio.
“Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...".
Uomo di immensa cultura, amante del bello e dell'arte, della filosofia, curioso viaggiatore, imperatore pacifico e raffinato, Adriano è raccontato dalla Yourcenar partendo dalla sua vecchiaia. A 62 anni, l'imperatore sente avvicinarsi la morte e decide di scrivere una lunga lettera al giovane pupillo Marco Aurelio, destinato a divenire imperatore solo molti anni più tardi. La lettera è un poema d'amore alla vita, evoca ed esalta il vigore della conoscenza, fa brillare nei ricordi i viaggi e le conquiste di un uomo assetato di conoscenza e "costretto" al comando, l'amore per il giovane Antinoo che torna ad illuminare la sua esistenza con una singolare, nuova passione; e poi ancora la disperazione per la sua morte per la quale, “d’ora in avanti ogni cosa avrà un volto deforme”. La riduzione drammaturgica di Arnolfo Petri, che firma anche la regia di questo spettacolo, coadiuvato dall’assistenza di Angela Sales, affonda la sua lente indagatrice sulle ferite dell’anima di un uomo incapace di “sentirsi grande”. Adriano, spogliato di ogni storicismo, diventa solo un uomo come tanti, alla disperata ricerca di un modo per conciliare felicità e dovere, intelligenza e sentimento, desiderio e volontà. Un uomo alle prese con il tramonto della vita e soprattutto con la morte, fine del dolore o inizio della felicità? Su una scena vuota, come vuoto è il nostro tempo, attorniato da flebili fiammelle disposte quasi a delineare un percorso, quello della conoscenza, Arnolfo Petri, in abiti candidi, quasi ad interpretare una purezza superstite, ha l’aspetto di un’apparizione, di un fantasma. Quello della nostra umanità residua che disperatamente cerca di sopravvivere a fiumi di idiozia. Uno spettacolo in cui la parola diventa rito celebrato, officiato, quasi funzione mistica. Una eucarestia della parola che salva la mente dalla morte della coscienza. Una coscienza, la nostra, che grida disperata contro il crollo delle certezze alla ricerca di una verità, il nostro destino di esseri umani.



Per info e prenotazioni: 081 592 18 98
info@teatroilprimo.it
(orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 21.00, domenica 18.30)

 

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di Rosa Vetrone
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