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Al Trianon, la discesa in campo musicale del sociologo Luigi Caramiello


Al Trianon, la discesa in campo musicale del sociologo Luigi Caramiello
08/05/2013, 16:18

Al Trianon domani, giovedì 9 maggio, alle 21, di scena Luigi Caramiello, con il suo spettacolo Un anima(le) nel vento. Canto di un sociologo errante del Sud.

Docente di sociologia dell’arte e della letteratura alla Federico II, noto opinionista televisivo, così Caramiello presenta questa sua nuova esperienza: «Ho sempre amato e studiato la musica non meno di quanto abbia studiato altre cose e i Rolling Stones e David Bowie hanno avuto nella mia formazione la stessa importanza di Marx, Adorno e Proust».

«Poi – aggiunge – dopo un’esibizione per divertimento nell’ex chiesa di Sant’Eligio, l’anno scorso, in cui ho cantato le mie canzoni preferite, ho raccolto la sfida, postami dal pubblico presente, di interpretare brani miei: e in venti giorni di ritiro ad Acciaroli ho scritto di getto i testi e le musiche dei pezzi dell’album Un anima(le) nel vento, edito da Suoni del Sud, accompagnato da alcuni amici, tra cui Piero De Asmundis, che ha curato anche gli arrangiamenti, ed Edoardo Bennato, che suona l’armonica in Ragazze d’Oriente».

Con l’intellettuale/musicista suoneranno Aldo Capasso al basso, Federico Luongo alla chitarra e Luca Mignano alla batteria, con la partecipazione di alcuni rilevanti ospiti: Piero De Asmundis, Franco Del Prete, Carmine Giordano, Ciccio Merolla, Gennaro Romano e Marco Zurzolo. Voci recitanti Marina Cioppa, Milena Flaminio e Mariachiara Golia.

«La serata sarà un’escursione nelle emozioni, un itinerario estetico, un viaggio nei sentimenti, ma anche nella memoria, individuale e collettiva – afferma Caramiello alla vigilia dello spettacolo –: un percorso che riguarda, allo stesso tempo, una possibile dimensione biografica, una vicenda personale, ma anche il modo di essere di un’epoca, di un mondo o forse di una città, che è Napoli, naturalmente, ma non solo».

«Questo spettacolo – aggiunge – può essere visto esattamente come la metafora di una vita: una vita di canzoni, un viaggio fra musiche e versi, scritti da me, ma anche fatto di reinterpretazioni di brani, più o meno celebri, abilmente rivisitati; un itinerario espressivo che prova a toccare tappe e snodi, caratteristici della storia di tutti e talune grandi e arcane domande, sulla maniera di funzionare di noi stessi e del mondo».

«Il recital – conclude Caramiello – ha anche la vocazione piacevole del “gioco”, dell’ironia e non propone alcun indiscutibile o monolitico “messaggio”: con un registro lieve e allegorico, preferisce, piuttosto, lanciare segnali, disseminare indizî, cercando di coinvolgere e divertire il pubblico».

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di Redazione
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