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"Aleksandr Nevskij" a Caracalla in un concerto kolossal con la direzione di Jurij Temirkanov


'Aleksandr Nevskij' a Caracalla in un concerto kolossal con la direzione di Jurij Temirkanov
03/07/2012, 13:07

Grande evento musicale a Caracalla sabato 7 luglio, alle 21.30. Un concerto-kolossal che vede oltre 200 artisti insieme sulla scena, con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma riuniti sotto la direzione del grande Jurij Temirkanov, e sullo sfondo le immagini di uno spettacolare impianto scenico per la regia di Pier’Alli; Maestro del Coro dell’Opera di Roma è Roberto Gabbiani, solista il mezzosoprano Marianna Tarasova.

Una serata unica di altissimo valore culturale dedicata a due grandi musicisti russi. In programma La grande Pasqua russa di Nikolaj Rimskij-Korsakov, un’antologia di brani tratti da La città invisibile di Kitež (“Corteo Nuziale. L’invasione dei Tartari”, “La battaglia di Kerjenetz”, “Preludio-Inno alla Natura”) di Nikolaj Rimskij-Korsakov e la Cantata scenica Aleksandr Nevskij di Sergej Prokof’ev – autore caro a Temirkanov. Le atmosfere epiche evocate nelle note dal profondo spirito eroico di Prokof’ev e Rimskij-Korsakov ripercorrono le suggestioni di antichi valori e tradizioni popolari in una simbiosi perfetta con lo scenario delle maestose terme romane. Aleksandr Nevskij, scritta da Prokof’ev nel 1938 per l’omonimo film di Sergej Ejzenštejn, viene riproposta a Caracalla in forma di concerto per restituire alla musica tutta la sua potenza evocativa, grazie al sostegno delle immagini video realizzate appositamente per il complesso monumentale dal gruppo Unità C1 con la regia di Pier’Alli, che firma anche le scene e i costumi della serata. Nelle parole di Pier’Alli il nucleo ideale di un allestimento che si presenta grandioso: “Nel riproporre Aleksandr Nevskij per visioni, se da una parte grava su di noi la fascinazione di alcuni momenti mitici di Ejzenštejn, dall’altra si sente la necessità di percorrere una totale astrazione liberandosi dal racconto tout court, per farle esprimere una attualità universale, dentro la quale vivono, rinnovandosi, i valori simbolici dell’anima collettiva, quella di un popolo, che vede nell’Eroe e quindi nell’individualità, l’incarnazione di un piano ideale e di una finalità suprema, altrimenti impossibile”.

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di Redazione
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