Cultura e tempo libero / Spettacolo

Commenta Stampa

Alla Biblioteca nazionale di Napoli è di scena il “Teatro “ di Fortunato Calvino


Alla Biblioteca nazionale di Napoli  è di scena il “Teatro “ di Fortunato Calvino
06/12/2011, 15:12

Alla Biblioteca nazionale di Napoli è di scena il “Teatro “ di Fortunato Calvino. I tre testi di ispirazione sociale dell’autore napoletano, La statua, Ordinaria violenza, Vico Sirene, saranno presentati - mercoledì 7 dicembre, ore 16,30- da Mariola Boggio, Mariano D’Amora, Nino Daniele, Igina Di Napoli, Claudio Finelli, Ugo Gregoretti, Luigi M.Lombardi Satriani, Mario Lunetta , Renato Nicolini, Pasquale Sabbatino, Antoniao Schiavone, Paolo Valerio e Mauro Giancaspro. Voci recitanti degli attori Umberto Bellissimo,Gino Curcione, Rosa Fontanella, Mariano Gallo, Gina Perna, Ivano Schiavi .

Il volume recentemente edito da Bolzoni per la collana Teatro italiano contemporaneo a cura della SIAD – Società Italiana Autori Drammatici si avvale di un’ introduzione di Mariano D’Amora, Docente di Letteratura Teatrale all’Università degli Studi di Napoli “ Parthenope”

Fortunato Calvino , autore emergente del teatro napoletano, formatosi alla scuola del teatro sperimentale negli anni '80 e, ha lavorato a lungo in compagnie nazionali e napoletane. Regista, realizzatore di cortometraggi, vincitore di numerosi i premi, è trai fondatori dell'associazione Culturale Metastudio'89, che opera in Campania nel campo del reinserimento e dell'integrazione sociale. Con l'Associazione Libera e con lo Sportello Antiusura della Provincia di Napoli ha condotto per anni una campagna di educazione alla legalità

Dall’ introduzione a cura di Mariano D’Amora


Il teatro di Calvino nasce sulla spinta di un progetto culturale il cui fine principe è la rappresentazione diretta delle vergogne di Napoli (qui intesa come entità culturale ancor prima che luogo geografico).
Ed è proprio dai margini (ossia dalla miseria) e dalla lingua napoletana (in cui il testo è interamente composto) che Calvino parte con il suo primo lavoro, La statua (1990). Lasciando che l’elemento poetico sia costantemente aggredito da violente schegge di realtà, l’autore narra una storia di povertà e poesia, dove i protagonisti hanno in comune la medesima condizione sociale, l’essere barboni. Ma come avverte lo stesso Calvino: “La commedia non vuole essere una indagine sociologica sulla condizione del clochards, né tanto meno inclinare al pietismo.
Di debolezza e di amori impossibili si narra anche in Storie di quotidiana violenza (2006). Due atti unici con un unico tema ad unire le due trame: le violenze subite da donne, madri di famiglia, ad opera dei loro uomini. Di tutt’altro tono è Vico Sirene (2009), ultimo testo contenuto in questa raccolta. Protagoniste “’e femminelle do’ vico… Sirene!”8, Nucchetella, Scarola, Cocacola, Susy, Butterfly e Mina incarnazione di una tipologia di caratteri tutt’ora presenti in città, espressione di una napoletanità, giunta da tempo agli onori della scena grazie anche a precedenti drammaturghi partenopei quali Patroni Griffi, Ruccello e Moscato.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©