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Alla Fondazione Valenzi il dibattito “Babygang ed emergenza microcriminalità a Napoli"


Alla Fondazione Valenzi il dibattito “Babygang ed emergenza microcriminalità a Napoli'
22/03/2013, 12:23

"Babygang ed emergenza microcriminalità a Napoli: è un problema solo di ordine pubblico o invece una più complessa emergenza sociale?" questo il tema del dibattito organizzato per giovedì 28 Marzo dalle 11 al Maschio Angioino nella sede della Fondazione Valenzi, l’istituzione internazionale dedicata a Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italiano ed europeo, sindaco a Napoli dal 1975 al 1983.

L'incontro sarà l'occasione per la presentazione del primo e-book (edizioni Cento Autori) della Fondazione dedicato a  “Bell’ e buon’. Scoprire il Buono attraverso il Bello”, il progetto sperimentale, giunto alla terza annualità, rivolto all’infanzia a rischio napoletana e per il quale il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso “il vivo apprezzamento per la meritoria attività volta all'integrazione, al recupero sociale e all'affermazione del valore della legalità”.

Il progetto, realizzato grazie alle quote annuali dei soci dell’Ente e al sostegno della Fondazione Banco Napoli per l’assistenza all’infanzia, il Pio Monte della Misericordia e il patrocinio morale dell’UNICEF, vuole coniugare arte e impegno sociale, attraverso laboratori di espressività del colore, del suono e della rappresentazione teatrale, per realizzare una prevenzione primaria per minori a rischio, sviluppando il loro senso critico, l'autostima e la capacità di lavorare in gruppo.

All’iniziativa, a cui sono state invitate le autorità e i principali attori del sociale e dell'economia, prenderanno parte la Presidente della Fondazione Lucia Valenzi, il Segretario Generale della Fondazione Roberto Race, la responsabile del progetto Lucia Precchia, la Presidente del Comitato UNICEF Campania  Margherita Dini Ciacci e l’editore della pubblicazione Pietro Valente.

“L'emergenza sociale e di sicurezza che viviamo in queste ore - dichiarano Lucia Valenzi e Roberto  Race - è il risultato della scarsità di attenzione e di interventi nei confronti dell’infanzia napoletana. Un bambino che oggi a Napoli nasce in una famiglia in difficoltà è abbandonato a se stesso. Ancora oggi si pensa di poter affrontare l’aggressività della microdelinquenza giovanile con risposte come il carcere di Nisida e non con una capillare opera di educazione, di inclusione e di sostegno alle famiglie.

Come accenniamo nell’introduzione dell’e-book, il testo nella sua sinteticità è una lettura dura, anche scioccante, che apre uno spiraglio sulle situazioni intollerabili in cui vivono tanti bambini. Non vivono sempre in una situazione di povertà nel senso classico del termine. Non vivono in luoghi lontani, anzi sono vicinissimi alle nostre case. A questi bambini, più che il cibo o il vestiario, non sono garantiti la serenità, gli affetti, i giochi, i normali ruoli familiari. Leggendo le storie che trapelano dietro ai visi dei bambini di Licola, come di quelli dei Quartieri Spagnoli o anche in parte di S. Giovanni a Teduccio, scoprirete un mondo non solo di malavita, di scippi, di prostituzione, ma anche e soprattutto di indifferenza, di disattenzione, di negazione del rispetto per l’infanzia”.

 

Di seguito alcuni messaggi di sostegno estratti dalla pubblicazione:

Arcivescovo Metropolita di Napoli, Cardinale Crescenzio Sepe

Debbo riconoscere che siamo in presenza di un progetto originale ed eccezionale, basato su una formazione integrale del bambino e teso ad una formazione dell’individuo da inserire nella società che parta dal basso ossia dalla giovane età, per avere domani una persona sana e abituata al valore del bello e del buono, ma anche una famiglia orientata nella stessa direzione.

E’ indubbiamente un modo intelligente per avere cittadini rispettosi e rispettabili e per costruire così una società finalmente migliore.

Ministro per la Cooperazione internazionale e lo Sviluppo, Andrea Riccardi

Davvero ritengo che Bell’ e buon’ costituisca un approccio innovativo ed efficace di fronte al problema dell'emarginazione infantile, un tema che tocca tutti coloro che hanno a cuore il futuro, e che purtroppo a Napoli si manifesta non solo in termini quantitativi di inaccettabile ampiezza, bensì pure in forme drammaticamente intricate, che mescolano tra loro aspetti economici, sociali, culturali, di devianza criminale.

Garante Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora

La Campania è la seconda tra le regioni italiane con più elevata quota di persone di minore età povere. Povertà, abbandono scolastico, discriminazione ed emarginazione sociale sono strettamente collegate fra loro.

Fatta salvo il richiamo alla responsabilità del Governo e delle istituzioni, il cerchio può essere spezzato anche da iniziative come questa promossa dalla Fondazione Valenzi.

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di Redazione
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