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Alla Sala Assoli di Napoli il Quartetto Papanimico con "Il Galeone Papanimico"


Alla Sala Assoli di Napoli il Quartetto Papanimico con 'Il Galeone Papanimico'
11/01/2012, 11:01

Farà tappa alla Sala Assoli di Napoli, venerdì 13 gennaio 2012 alle ore 20.30 (in replica fino a domenica 15) l’originale allestimento Il Galeone Papanimico – I Movimento, messo in scena dal Quartetto Papanimico, composto dall’attore-cantante Peppe Papa (voce), Alberto Falco (chitarra e basso), Raffaele Natale (chitarra e basso), Dario Guidobaldi (percussioni).

Lo spettacolo nasce dalla presa di coscienza dei condizionamenti di cui l’essere umano è vittima, in cui i quattro marinai prendono in prestito un materiale sedimentato nella memoria collettiva e lo riusa per raccontare l’oggi.

Il quartetto si propone, ambientando lo spettacolo su un ipotetico galeone, di attraversare l’oscuro mare della consapevolezza umana, de-generando in un viaggio metafisico ironico e onirico. I testi dei monologhi scelti, inediti e non, così come le canzoni, accompagnano la traversata “transonirica”.

Il I Movimento de Il Galeone Papanimico, nel corso della traversata tran­sonirica, s’imbatte in vari e rari personaggi tra cui la donna pesce, il balbuziente innamorato, il cantastorie inorganico e, immutabilmente, nelle Chiavi Esoteriche degli Alburni, le cui evanescenze si materializzeranno nei tre giorni in scena sul palcoscenico partenopeo.

Lo spettacolo del Quartetto Papanimico s’inserisce nel solco del teatro-canzone, mescolando musica ed elementi teatrali. I due linguaggi si fondono e si abbracciano per unire vista e udito, descrizione e suggestione.

Il repertorio musicale spazia dagli anni ‘20 agli anni ‘70, ma più che un’epoca precisa di riferimento, viene alla luce un messaggio di unione fra generi assimilabili se non simili, in cui l’ironia assume la funzione prevalente di costruire richiami, mai fini a se stessi, ma pronti a far nascere dubbi, collegamenti, se non anche riflessioni.

Ci s'immerge nella musica dei fondali per imbattersi in note e canzoni d’altri tempi arrangiate nella salsedine: dagli anni Venti agli anni Settanta, da canzoni del Ventennio fascista a Nino Taranto, da Villon a Gaber, da melodie originali su testi del passato a testi originali su musiche del passato , in cui s’inseriscono racconti e monologhi scritti da Peppe Papa.

La musica del quartetto ha il sapore di un’eleganza di altri tempi, trasuda di quella passata povertà che è stimolo alla creazione, un’essenzialità che apre le porte all’immaginazione e alla riflessione.

Il tutto è intervallato da un innesto sapiente di rumori e da piccoli sketch comici, che collocano l’originale ensemble in un solco a metà strada fra la Banda Osiris e Fred Buscaglione.

In questo “viaggio” fra parole e musica non manca mai il sorriso, l'ironia e l'assurdo, che domina la scena nelle percussioni battute a mani nude da Dario Guidobaldi, alle melodie in corsa e dilatate di Raffaele Natale, alla melanconia di Alberto Falco.

Un assurdo che, attraverso la genuinità della musica che sa della terra e che non puzza di digitale, coglie in pieno la ciclicità del vivere odierno, con tutte le sue complessità.

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di Redazione
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