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Alla Sala Assoli di Napoli, lo spettacolo "DONGIOVANNA"


Alla Sala Assoli di Napoli, lo spettacolo 'DONGIOVANNA'
24/11/2012, 10:42

Martedì 27 novembre 2012 alle ore 20.30, la Sala Assoli di Napoli ospiterà (fino a domenica 2 dicembre) DONGIOVANNA, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Giovanna Giuliani, e presentato da Fondazione Salerno Contemporanea nell’ambito della stagione teatrale 2012/2013.

In occasione delle repliche a Napoli dell’allestimento, mercoledì 28 novembre alle ore 17.30, si terrà, presso la Fondazione Premio Napoli (Palazzo Reale, piazza del Plebiscito), l’incontro Genere senza qualità, a cui parteciperanno, oltre alla protagonista Giovanna Giuliani, Stefano De Matteis, Angela Di Maso, Marilù Parisi.

Liberamente ispirato al libro “Il corpo senza qualità” di Fabrizia Di Stefano (edito da Cronopio), lo spettacolo è lo studio di una Dongiovanna su se stessa, la costruzione del suo personaggio, fino alla più autoironica e scettica autodemolizione. I suoi tentativi di rovesciare sentimentalismo e comune morale, di forzare le pareti domestiche del quotidiano, la aiutano ad evadere dalle emotività istintive come gelosia e desiderio possessivo.

La messinscena è, anche, il “dietro le quinte” di queste sue performances, con i suoi effetti “collaterali”, un duplice volto. Mentre dà lezioni a se stessa e pare convincersi di aver superato i luoghi più comuni del bisogno affettivo, si circonda di ostacoli, scalzando i suoi conati fallimentari e mettendo scetticamente alla prova la sua stessa resistenza, fino ad autodemolirsi e a spogliarsi del suo personaggio, crollando sotto i colpi sferzanti della sua autoironia.

Le oscillazioni destabilizzanti dal drammatico profondo alla leggerezza più coraggiosa, dalla schiavitù più asservita e dipendente alla più spudorata e libera padronanza, raggiungono il parossismo, fino a toglierle la parola e ogni argomentazione, facendole perdere qualsiasi connotazione femminile e umana e affondandola in farneticazioni bestiali.

La messinscena della Giuliani pone l’accento su questo tema, ed estende, anche al genere stilistico, l’elasticità e indefinitezza di genere sessuale, portando il tema stesso in scena e provando, come attrice, a dare forma al pensiero, stimolato da questa lettura.

Una lotta, dunque, anche di genere stilistico, con gli accenti parodistici e grotteschi di una commedia, che è continuamente “attentata” da fughe fuori-genere, tragico-sentimentali. Una bulimìa che varia continuamente, di genere in genere, e spinge verso l’insaziabilità del dongiovannismo, proprio alla continua ricerca di una variazione di genere.

La protagonista si autodefinisce Ennesima, perché non riesce a trovare una collocazione certa di genere, sia sessuale, lottando in lei una forte vena maschile intrecciata a una femminile, sia stilistico, passando da euforie estreme all’incubo più violento e nero. E sceglie di non scegliere, diventando così un’eroina senza qualità, di genere ennesimo, sia stilistico, che sessuale.

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di Redazione
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