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ALLA SCOPERTA DI WALTON ZED


ALLA SCOPERTA DI WALTON ZED
31/10/2008, 19:10

 

Il 30 ottobre, all’interno dell’alienante e suggestiva atmosfera offerta dal Rising Munity di Napoli (un ex bordello poi riadattato a locale), si sono sfidati a colpi d’arte due famosi e giovanissimi artisti partenopei: Walton Zed e Dagon Lorai. La julie italia, sempre sensibile agli “spruzzi creativi” che sovente rinfrescano il territorio e la night life alternativa campana, non poteva di certo farsi sfuggire l’occasione di “catturare” le immagini di questo evento. In particolare, ci siamo preoccupati di conoscere meglio Davide Capasso ( in arte Walton Zed), artista poliedrico classe 82 che, oltre a partecipare alla sfida di musica elettromeccanica con Dagon Lorai, ha esposto i suoi dipinti e ha voluto presentare in maniera dettagliata il suo mondo, la sua filosofia; il suo estro.

Walton si autodefinisce un alieno alienato e, quando gli chiediamo perché, lui risponde che, la definizione di “alieno alienato”, vuol essere un richiamo alla metafora tragicomica di ciò che egli è…una sorta di esperienza pre-morte che lo spinge fuori da se stesso e fuori dal mondo e gli permette di creare libero da ogni schema..di lasciarsi trascinare in quello che lui definisce “senso del tragico”. Un senso che sarebbe una caratteristica intrinseca e irrinunciabile del mondo moderno. Walton, attraverso la sua arte poliespressiva, affronta il tema dell’alienazione mentale…alienazione vista come patologia ma non come “male”. Il giovane artista partenopeo tenta infatti di affrontare e di porre in risalto gli aspetti patologici della società moderna senza voler esprimere giudizi morali, andando oltre il concetto del bene e del male.

Per far intendere meglio il messaggio che intende trasmettere a chi lo segue, Walton, cita Carmelo Bene il quale sosteneva che, Hitler, fosse un perfetto caso patologico al di là del bene o del male. Senso di inadeguatezza dunque, e di malattia mentale che, sempre secondo Walton, assume un significato assolutamente negativo solo a causa della stupidità umana. Le atmosfere Waltoniane sono anche un richiamo forse nostalgico agli anni 20 e 30 dello scorso secolo e conservano, al contempo, qualcosa di futurista. La fusione passato-futuro è in effetti uno dei temi centrali del messaggio creativo di questo artista napoletano.

“Viene dal futuro. La vostra epoca per lui è già trascorsa e, ciò nonostante, sceglie di tornare ancora più indietro e ciò al 31 febbraio 1924; in un giorno senza tempo. Dopo aver assunto sembianze umano impossessandosi del corpo di un giovane ragazzo di strada, Walton Zed decide di creare il “Melange Noir Cabaret”, un allucinato cabaret dove fonde atmosfere, colori e sonorità anni 20 alle tecnologie aliene in suo possesso…tecnologie che gli permettono di essere in perenne contatto con voi…rinchiuso nel suo piccolo impero egli crea…trama”

Questa è la descrizione che si trova all’interno del canale youtube di Walton e che presenta il suo personaggio. Un personaggio alieno che si infiltra e tenta di invadere il pianeta passando per le coscienze e i sensi delle persone che seguono la sua forma d’arte.

Comunicazione artistica che viene dunque vista come invasione, come fusione di atmosfere, suoni ed essenze…come contraddizione di tempi e luoghi, come un involucro riempito di “creatività patologica” e svuotato da banalità e clichè. Walton, con la sua “multiarte”, parteciperà anche al Ri-scossa art fest..un grande festival dell’arte emergente patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Caserta e seguito dalle telecamere della julie italia. La data di esibizione prevista per l’artista partenopeo (che per l’occasione esporrà alcuni dipinti e alcune fotografie) è il 20 di novembre a partire dalle ore 21 presso il C’era una volta in America di Caserta.
 

 

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di Germano Milite
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