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All'Istituto Cervantes di Napoli, i misteri del tango con Fernando Cabrera


All'Istituto Cervantes di Napoli, i misteri del tango con Fernando Cabrera
26/04/2011, 15:04

Argentina: nostalgia e origine del desiderio. Lì è il mistero del tango, nel folklore e nelle secolari emigrazioni. A los bailarines e a los milongueros – potenziali e inespressi – è dedicato il nuovo progetto dell’Instituto Cervantes di Napoli, diretto da Maribel Serrano Sánchez. L’idea è coinvolgere attraverso la cultura in movimento di matrice spagnola il pubblico partenopeo alla scoperta dei segreti di quell’inimitabile danza che è insieme allegria e disperazione, passione e pensiero. Così giovedì 28 aprile alle 19 Fernando Alfredo Cabrera si esibirà in uno show didattico affinché i napoletani possano comprendere i retroscena di questo speciale fenomeno latino. L’ingresso è libero per tutti.
Nella sede di via Nazario Sauro, poi, dal 4 maggio al 6 luglio ogni mercoledì dalle 19 alle 20.30 si svolgerà un corso anomalo per salpare alla ricerca della perfetta armonia nell’esecuzione di erotici assi – gli abbracci delle coppie – ochos, boleo, ganci – peso e contropeso dei ballerini, valore fondamentale del movimento in coppia – di donne e uomini come presupposti alla sacada. Insieme, si compierà un viaggio sorprendente tra lati oscuri e divertenti, scovando nella storia dell’America Latina le verità della musica, del ballo e del lunfardo, slang spagnolo nato nelle carceri e utilizzato sia a Buenos Aires sia a Montevideo. Tra i temi trattati, la camminata [nel tempo del ritmo e della melodia, disegnando con i piedi], gli assi, le varie possibilità di giro, e i ganci reciproci. Il costo di partecipazione al corso è di 70 euro, scadenza per iscriversi il 3 maggio. Info 081 1956 3311, oppure alla mail cennap@cervantes.es

Fernando Alfredo Cabrera nasce a Josè Carlos Paz in Argentina nel 1980. È artista performer e insegnante di tango argentino. Laureato all’Accademia di Belle Arti, ha frequentato l’IDAF (Istituto de danza folkloristica argentina). I suoi interventi spaziano dalle arti figurative alla performance di teatro, danza e tango. Presenta le sue creazioni in varie personali tra cui “L’uno dopo l’altro” e “Extempera”. Partecipa a collettive e a premi quali il Premio latino-americano con l’opera “Maschera” nella rassegna di arte figurativa a Sermoneta. Per Gianni Pisani allestisce una scenografia al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere e una mostra alle Scuderie del Palazzo Reale a Napoli. In teatro lavora come attore performer con la regista-coreografa Anna Redi negli spettacoli “Animula”, “Sono sfiorite le rose”, “Lo importante es no caer”. Nel 2003 e 2006 è mimo nel “Don Giovanni” di Mario Martone al Teatro San Carlo di Napoli e in tournée in Italia. È autore de “I movimenti non si possono dipingere”, performance che indaga la connessione tra danza e pittura per la quale si è avvalso della consulenza coreografica di Marianna Troise. A maggio 2006 è stato al PAN per la XIV edizione del Coreografo Elettronico con una performance di tango tra pittura e improvvisazione.

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di Redazione
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