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Dal 28 aprile con la commedia di Patrizia Palmieri

Allo Spazio Libero "Speriamo che sia maschio"


Allo Spazio Libero 'Speriamo che sia maschio'
22/04/2011, 17:04

Scritto e diretto da Patrizia Palmieri, “Speriamo che sia maschio!”, è un lavoro capace di scandagliare nel bisogno affettivo di cinque donne e di analizzare le loro vite accomunate dalla presenza di un uomo apparentemente lontano. Nato nel 2002, dopo una lenta metamorfosi, il testo ritorna in scena dal 28 aprile al 1° maggio 2011, allo Spazio Libero del Parco Margherita con un’attrice protagonista come Gabriella Cerino affiancata da Gingy Comune, Angela Spelta, Mimma Mori ed Angela Rosa D’Auria, nel segno di un teatro di ricerca tutto teso verso l’esame di un mondo al femminile a stretto contatto con l’anima ed alla ricerca della cosiddetta integrazione dei ruoli.  Per il pubblico, con le musiche originali di Marco Mussomeli, una commedia in due atti, che nel finale attraverso un brindisi per auspicare la simbolica nascita di un maschio prova a lanciare un metaforico messaggio per ritrovare, almeno nel terzo millennio, una linea comune tra l’universo maschile e quello femminile e riuscire a salvare da un’inevitabile distruzione quel sublime dono chiamato amore. “Nonostante si tratti di un lavoro che ho scritto circa dieci anni or sono- ha affermato l’autrice e regista Patrizia Palmieri- lo stesso si basa su di una tematica estremamente attuale. Ho deciso di riproporlo dopo aver ulteriormente arricchito il testo originario, riguardandolo con attenzione ed aggiornandolo in virtù della nostra vita quotidiana, pur lasciando inalterati l’impalcatura teatrale ed il sempre attuale messaggio circa la volontà della donna di oggi di volere un’integrazione con il mondo maschile e di cercare  un equilibrio tra testa e corpo ”.
"Lasciatesi alle spalle i falò in cui bruciare reggiseni e femminilità, gli slogan anti-maschio, e gli inni che magnificavano un futuro sessuo-affettivo “fai da te”, la generazione post-femminista, grazie soprattutto alle conquiste delle loro madri, può finalmente aprirsi ad una riconciliazione, per desiderare, al contrario delle loro antenate di un film di oltre vent’anni fa, che il futuro possa ricominciare con la nascita di un figlio maschio. E la strada della riconciliazione con l’altro sesso ha il linguaggio ironico, sarcastico e a volte sopra le righe con il quale i personaggi, cinque donne di due generazioni diverse (le sorelle de Blasco Miriam, Ketty, Noemy e le figlie di quest'ultima Francy e Dorina) affrontano il quotidiano, fatto di gioie, speranze, dolori, ricordi, a volte inespressi, a volte, invece, addirittura gridati".
 

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di g.g.
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