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Allo Studio Arte Fuori Centro di Roma la personale di Stefano Giovannone


Allo Studio Arte Fuori Centro di Roma la personale di Stefano Giovannone
23/01/2012, 09:01

Martedì 31 gennaio 2012, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Stefano Giovannone Piccolo film, curata da Loredana Rea.

L’esposizione rimarrà aperta fino al 17 febbraio, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

La mostra, è il primo appuntamento di Molto rumore per nulla, ciclo di approfondimento, ideato dal critico Loredana Rea con l’intento di riflettere sul ruolo dell’arte. Mai come in questi ultimi mesi, proprio mentre mutano profondamente i rapporti tra esperienze artistiche, pubblico e mercato, ci si interroga con nuovo vigore sul suo valore, sul suo campo d’azione e la sua funzione in una società fondata sulla contraddittoria necessità di apparire in conformità ai criteri imposti da pochi, al punto che sempre più spesso il dover essere è sempre più importante dell’essere.

Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno sei artisti – Stefano Giovannone, Maria Pia Daidone, Patrizia Molinari, Franca Bernardi, Gabriella Di Trani, Paolo Gobbi – differenti per formazione e scelte operative, si confrontano per evidenziare l’importanza di una pratica di continuo e ricercato sconfinamento, strettamente connessa alle metodologie di lavoro e agli strumenti di espressione. Quello proposto è dunque un percorso caratterizzato da un’articolazione complessa, con il proposito di offrire al pubblico un’ipotesi di lettura capace di lasciare emergere una sintesi tra modalità esecutive ed esiti formali maturati in ambienti culturali diversi, senza però proporre uno schema concettuale, inevitabilmente inadeguato per contenere non solo le singole problematicità degli assunti, ma anche la molteplicità formale dei risultati.

Per questa esposizione Stefano Giovannone presenta un’installazione di grande suggestione, che rappresenta un ulteriore e organico sviluppo dell’originaria necessità di elaborare criticamente gli elementi autobiografici in funzione di un linguaggio evocativo eppure minimale. Questo lavoro, realizzato appositamente per l’appuntamento espositivo con Studio Arte Fuori Centro, lascia trasparire la consueta attenzione al raggiungimento di un equilibrio formale, che è alla base dei suoi lavori, caratterizzando in maniera determinante la sua ricerca. Non è un caso quindi che elementi e mezzi espressivi molto diversi convivano tra loro e si relazionino in maniera dinamica, a creare una stratificazione di immagini e suoni, che hanno segnato lo scorrere di una vita familiare.

Quello che l’artista ha progettato è, infatti, un intervento in cui frammenti di architetture minimali (un pavimento antico, un fregio decorato) si rapportano a frammenti dipinti (un grammofono, un lampadario, una casa, la silhouette di un opificio) o immagini proiettate a significare i frammenti di un passato recente. Sono i segni della storia della famiglia di origine da cui non può prescindere e che anzi rappresentano l’incipit della sua riflessione.

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di Redazione
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