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Amelia Infante ed il suo amore per la vita


Amelia Infante ed il suo amore per la vita
23/04/2012, 14:04

L’amore incondizionato per la vita unica “ricetta” per il superamento degli ostacoli. Amelia Infante, autrice del libro autobiografico “E mò… basta!”, ha raccontato la sua storia di vita a “Il Giardino Segreto del Marchese” di Cava de’ Tirreni (Sa) durante il seguitissimo incontro organizzato dall’omonima Associazione, dall’agenzia di comunicazione MTN Company e dall’Associazione culturale “Koinè”

Una svolta radicale alla propria esistenza ed alle tante sofferenze patite. “E mò… basta!”, un vero e proprio grido di liberazione per scrollarsi di dosso le mille difficoltà, le tante costrizioni ed i diversi pregiudizi che hanno invaso la sua vita fino a spingerla verso un punto di non ritorno, “ricucito” solo grazie alla propria determinazione, al coraggio di andare comunque avanti ed all’intransigente voglia di vivere.

È la storia di Amelia Infante, scrittrice partenopea all’esordio in libreria con il suo primo lavoro autobiografico “E mò… basta!”, che lo scorso sabato 21 aprile è stato presentato a Cava de’ Tirreni (Sa) presso l’incantevole scenario de “Il Giardino Segreto del Marchese”.

L’appuntamento, organizzato dall’Associazione “Il Giardino Segreto del Marchese”, dall’agenzia di comunicazione integrata MTN Company e dall’Associazione culturale “Koinè”, ha visto la partecipazione di Alfonsina De Filippis, Presidente dell’Associazione “Frida contro la violenza di genere”, e di Paolo Conte, Presidente dell’Associazione “Handiamo”. Ad accompagnare l’autrice nell’illustrazione di alcuni passi del testo Fabio De Rosa (chitarra), Francesco Bruno (voce) e Milva Carrozza (attrice).

«Quella di Amelia Infante - ha affermato Alfonsina De Filippis - è purtroppo la spiacevole riprova della mancanza nel nostro Paese di spazi necessari all’ascolto, all’accoglienza ed al sostegno di persone soggette a qualsiasi forma di disagio sociale, mentale e privato». «E ciò che più colpisce della sua esperienza - ha aggiunto Paolo Conte - è la sua umanità, la sua caparbietà di vincere la discriminazione ed il disagio che spesso sono costrette a vivere le persone “diverse”».

In “E mò… basta!” la Infante racconta in terza persona la storia della sua vita, a cominciare dalla lunga degenza, durata ben 14 anni, a causa di una poliomielite avuta a soli 8 mesi di vita. Una malattia che l’ha costretta a subire, da bambina prima e da adolescente poi, l’alternarsi di sentimenti e passioni, di «discriminazioni verso la zoppa», di incomprensioni e pregiudizi anche da parte della sua stessa famiglia.

Un malessere, questo, che cresceva dentro di lei pariteticamente alla voglia di combattere, di costruirsi una vita normale nonostante la disabilità. Cresceva il desiderio di sorridere, di avere affetto ed amore, ma la vita, purtroppo, le aveva riservato altre amare sorprese. Diventata mamma, Amelia si ritrova a fare i conti con la droga, quel drammatico tunnel che ha coinvolto il figlio. Il mondo sembra crollarle addosso, ma riesce ad affrontare il lungo ed estenuante calvario con grinta e determinazione, senza vergogna, senza pregiudizi e senza remore. Fino, però, al sopraggiungere dell’ennesimo ostacolo, la depressione, che sembra trascinarla verso un punto di non ritorno. Ma ancora una volta, la sua caparbietà, la sua forza e l’amore incondizionato per la vita spazzano via le nubi della malattia.

Arriva, così, il tempo per spezzare finalmente le catene, abbandonare i dolori, rimarginare le cicatrici e riappropriarsi della propria vita, degna di essere vissuta con amore e gratitudine. Lascia tutto indietro, Amelia, e con “E mò… basta!” vuole ora dare una svolta alla sua “abile disabilità”.

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di Redazione
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