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Amleto a pranzo e a cena da William Shakespeare


Amleto a pranzo e a cena  da William Shakespeare
24/01/2010, 17:01

NAPOLI  - Dopo esser stato premiato da ampi consensi di pubblico e critica, debutterà a Napoli, martedì 26 gennaio 2010 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 31), negli spazi del Teatro Nuovo, Amleto a pranzo e a cena, da Amleto di William Shakespeare, originale proposta di Oscar De Summa, attore di solida formazione teatrale, che, dopo aver affrontato numerosi testi shakespeariani in veste di attore, è qui ideatore e regista, nonché interprete di una originale rilettura dell’Amleto di Shakespeare.
Presentato da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli, lo spettacolo fa parte del ciclo di appuntamenti promossi dal Teatro Stabile con la storica sala di Via Montecalvario, nell’ambito del programma di collaborazioni teatrali nel territorio e all’interno del progetto Shakespeare / Beckett.
Amleto a pranzo e a cena è un lavoro nato per Teatro Errante, progetto promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione, che intende rilanciare la sfida di un teatro che sia popolare e, al tempo stesso, di qualità, pensato per condurre il teatro in luoghi dove non ci sono sale teatrali.
Obiettivo non facile mettere in scena Amleto. La storia c’è tutta e i dialoghi, ritmicamente serrati secondo la grande tradizione comica nostrana, guidano a conoscere le molte facce di un personaggio inesauribile, attraverso un linguaggio tutto contemporaneo.
Nella vicenda, apparentemente lontana, del principe danese emergono, così, questioni semplici, che riguardano il comune animo umano. Esse mettono in luce quanto nulla sia cambiato dentro di noi, quanto quel dentro di noi sia possibile nominarlo anche grazie a Shakespeare, quanto Amleto abiti il nostro quotidiano, costantemente presente a pranzo e a cena.
Dato per acquisito nella memoria collettiva lo stereotipo di un uomo in calzamaglia nera con un teschio in mano, e la celeberrima frase ‘Essere o non essere’, De Summa propone un lavoro che riesce a parlare sia a chi solitamente non è abituato a frequentare il teatro e il suo linguaggio, sia ad un pubblico avvezzo alle platee teatrali. Avvalendosi di una scena essenziale, quasi minimale, un piazzato di luci e una tastiera a bordo palco, suonata a turno dagli stessi attori, De Summa affronta a modo suo la tragedia shakesperiana.
Proprio come accadeva nelle compagnie itineranti di commedia dell’arte, gli attori decidono sul luogo cosa mettere in scena. Sul palco insieme a De Summa, tre attori, Armando Iovino, Angelo Romagnoli, Roberto Rustioni, 'una piccola e sgangherata compagnia di attori', come ironicamente la definisce lo stesso regista.
Una bella sfida, uno spettacolo che aiuta a scoprire quanto di Amleto ci sia ancora oggi nel nostro quotidiano. Il sipario si alza e la compagnia, tra invidie e gelosie tenta di mettere in scena Amleto. Tra liti e complicità gli attori si scambiano consigli non propriamente disinteressati e lasciano venire a galla velenosi grovigli familiari.

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di Redazione
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