Cultura e tempo libero / Cultura

Commenta Stampa

La casa editrice Altaforte sempre più contestata

Anche il Museo di Auschwitz pone l'ultimatum al Salone del Libro: "O noi o Casapound"


Anche il Museo di Auschwitz pone l'ultimatum al Salone del Libro: 'O noi o Casapound'
07/05/2019, 10:15

TORINO - Sempre più contestazioni alla presenza della casa editrice Altaforte, vicina a Casapound, al Salone del Libro di Torino. Dopo le dichiarazioni di Anpi e di Zerocalcare, che hanno detto che non parteciperanno al Salone del Libro insieme alla Altaforte, adesso è il Museo di Auschwitz, tramite il suo direttore Piotr Cywinski, a portre lo stesso ultimatum: "Non si può chiedere ai sopravvissuti all'Olocausto di condividere lo spazio". La lettera è firmata anche da Halina Birenbaum, sopravvissuta del campo di concentramento di Auschwitz. 

Nella lettera inviata, chiedono anche l'intervento del Comune di Torino: "Non si tratta come ha esemplificato qualcuno del rispetto di un contratto con una casa editrice, bensì del valore più alto delle istituzioni democratiche, della loro vigilanza, dei loro anticorpi, della costituzione italiana, che supera qualunque contratto". 

Purtroppo è sempre quello il problema: isolare le organizzazioni estremistiche significa rischiare di essere accusati di intolleranza; ma tollerare l'intolleranza alla fine fa sì che l'intolleranza schiacci i tolleranti. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©