Cultura e tempo libero / Eventi

Commenta Stampa

Annunciati gli spettacoli del Paestum Festival 2011


Annunciati gli spettacoli del Paestum Festival 2011
15/06/2011, 15:06

Capaccio-Paestum (Salerno), 15 giugno 2011 5 appuntamenti per altrettanti generi, 1 anteprima nazionale, 1 ritorno, 4 generazioni artistiche a confronto: un concentrato spettacolare segna la XIV edizione del Paestum Festival, la suggestiva kermesse di danza, musica e teatro che da quindici anni anima le serate estive artistiche dell’antica Poseidonia.

Promosso dall’omonima Fondazione per la direzione artistica di Mario Crasto De Stefano, il Festival sconta, come tutte le manifestazioni culturali italiane, la difficile congiuntura del momento, riducendo il numero consueto degli spettacoli ma non rinunciando alla qualità della proposta, come ha sottolineato questa mattina lo stesso De Stefano presentando il cartellone in occasione della conferenza stampa indetta dal Comune di Capaccio Paestum per presentare gli eventi estivi del 2011. Location degli spettacoli un nuovo e suggestivo squarcio, sempre nell’Area Archeologica: quest’anno per la prima volta l’Arena sarà allestita a ridosso della caratteristica cinta muraria dell’antica città, bene architettonico di valore unico, a pochi metri dall’area demaniale occupata negli anni precedenti.

3 i weekend in cui si condensa la programmazione del Festival che anche per questa edizione strizza l’occhio alle più antiche arti sceniche traghettate nei gusti del grande pubblico del 3° millennio e in particolare dei suoi giovani, da anni tra gli spettatori più affluenti del cartellone.

Si comincia dunque venerdì 15 luglio con il concerto di Peppe Barra. Due ore di spettacolo in cui protagonista è come sempre la versatilità interpretativa del cantore espressione di una napoletanità dal sapore passato e dalle sonorità contemporanee. Nel concerto Barra conduce lo spettatore come in viaggio fra la fantasia più pura e la realtà contemporanea, raccontando favole antiche e storie della modernità, sempre con la sua innata voglia di “regalare una rosa a chi vuole ridere”, come recita nel brano “N’Attimo” che dà il titolo al suo ultimo lavoro discografico. Un lavoro passionale, maturo e musicalmente elegante, dalle canzoni intrise di magia e di folclore che fondono l’intero patrimonio culturale partenopeo con la passionalità di tutti i popoli e le tradizioni del sud del mondo, come accade anche nel brano “Sofrimento” dell’angolano Valdemar Bastos, che Barra appunto propone nell’ultimo disco adattandola in napoletano e reinterpretandola come una sorta di “grido” di Munch.

Nello stesso weekend, domenica 17 luglio il Festival ospiterà la Compagnia Molière che porterà in scena, in anteprima nazionale, un nuovo adattamento de “Il Decamerone” di Giovanni Boccaccio firmato e diretto da Augusto Zucchi. In scena lo stesso Boccaccio che, dialogando con Fiammetta, personaggio della fantasia che rappresenta la Morte, illustra gli intendimenti dell'opera inserendola nel contesto storico e letterario dell'epoca. L’opera è qui interpretata valorizzando e sottolineando la cornice in cui le singole novelle si collocano e giocando anche sulle possibili confusioni tra l'ospite che attira i giovani nella sua casa, e la morte che in qualche modo ve li spinge o tenterà di strapparli. Delle cento novelle scritte da Boccaccio, nella riduzione ne sono state contemplate sei, ognuna guidata da una logica perfida, tutta giocata sullo scherzo ordito dall'allegra brigata ai danni di un povero disgraziato: lo sciocco Calandrino.

Interpreti e narratori delle novelle dieci attori-personaggi, scelti per offrire un'ampia panoramica dei temi e dei contenuti che privilegiano il carattere comico e il valore letterario dell'opera boccaccesca per antonomasia. Non mancano i personaggi più famosi come Ser Ciappelletto, Federigo degli Alberighi, Peronella, Frate Rinaldo, Lidia e Pirro, affiancati da altri caratteri tratti da novelle per la prima volta adattate per il teatro: Bruno, Buffalmacco e Calandrino. Protagonista Debora Caprioglio con Antonella Piccolo, Mario Patanè, Fabrizio Vona, Francesco Di Trio, Eleonora Tiberia.



Giovedì 21 luglio spazio alla grande danza: per la prima volta in tour in Europa, approderà a Paestum il Balletto Nazionale dell’Uruguay SODRA diretto dalla star della danza Julio Bocca per una suggestiva “Noche de Danza”. Lo spettacolo, prodotto per celebrare il 75° anniversario della nascita della Compagnia, rende omaggio alle più grandi coreografie latino americane del XX secolo, lavori di grande influenza su tutta la nuova generazione di artisti. Un programma popolare e delizioso che unisce in un unica notte due secoli della produzione coreografica americana e fornisce un opportunità unica per ammirare lo splendore della compagnia nazionale di danza composta da 24 ballerini.

Nuova parentesi di teatro con un gigante del palcoscenico sabato 23 luglio: il Maestro Giorgio Albertazzi torna ad interpretare uno dei suoi amori letterari, William Shakespeare, con “Amleto e altre storie”. «Inattuali, storicamente lontani, letterariamente imperfetti, ma proprio per questo vivi e nudi, uomini donne eroi vittime carnefici come l’uomo nel tempo e nella storia» come definiti dallo stesso Albertazzi, i più tormentati e sfaccettati protagonisti del bardo inglese, da Otello a Riccardo III, da Cesare a Puck rivivranno nella recitazione moderna e graffiante, ispirata e medianica di un istrione del teatro italiano consacrato dalla critica internazionale oltre quarant’anni fa proprio da un celeberrimo Amleto portato in scena a Londra. La regia è di Daniele Salvo.

Si chiude in musica esattamente come un anno fa: sabato 6 agosto il Paestum Festival torna a spalancare le proprie porte al “taranta power” di Eugenio Bennato in concerto. Con Ezio Lambiase (chitarra classica e elettrica), Mohammed Ezzaime El Alaoui (voce), Walter Vivarelli (percussioni), Stefano Simonetta (basso), Sonia Totaro (vocalist), il cantore del “Grande Sud”, fondatore della Nuova Compagnia di Canto Popolare, di Musicanova e del celebre movimento musicale italiano Taranta Power, proporrà un percorso musicale che affonda le radici nella tradizione popolare, affrontando un repertorio che si avvale di tecniche e strumenti musicali legati al ritmo della taranta, come la chitarra battente, il tamburello e la mandola che ben si fondono con esperienze e generi musicali contemporanei. Immancabili le composizioni rivolte al Brigantaggio, contesto storico a cui Eugenio Bennato si ispira da tempo, dedicandogli insieme a Carlo D’Angiò il suo celebre inno “Brigante se more” (1979). Lo stesso a 30 anni di distanza viene reinterpretato insieme a toccanti brani inediti scritti in memoria di alcuni combattivi briganti di fine Ottocento quali Ninco Nanco, Carmine Crocco e Michelina De Cesare.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©