Cultura e tempo libero / Mostre

Commenta Stampa

L'inaugurazione venerdì 8 ottobre a Castel Sant’Elmo

“Antilogia” di Marco Fantini


“Antilogia” di Marco Fantini
04/10/2010, 16:10

Venerdì 8 ottobre sarà inaugurata a Napoli, negli Ambulacri di Castel Sant’Elmo, la mostra personale di Marco Fantini dal titolo Antilogia.
Pittore, scultore, fotografo e recentemente anche regista, Marco Fantini presenta un nucleo selezionato di opere riunite sotto l’egemonia della frammentazione stilistica. La mostra, che nelle intenzioni dell’artista non vuole avere programmaticamente i tratti specifici di un’ antologica, raccoglie circa cinquanta opere che, selezionate e allestite in forma volutamente non cronologica, mirano a realizzare, negli spazi complessi del castello, l’equivalente visivo di un ossimoro.
In mostra ambigui Pulcinella di pietra, resina e ferro affiancati da quadri abitati da indefiniti feticci mnemonici. Stanze sbilenche, impossibili ed insieme naturalissime, fotografie di malati psichici contaminate dal disegno se non addirittura cancellate dal gesto corrosivo della pittura. Ed ancora: disegni allucinati come cortocircuiti visivi, animali fuori contesto, bambolotti cyber, numeri, lettere in forma di rebus.
Ma quello che all'apparenza potrebbe figurare come un semplice atto di sfida contro le norme ed i codici - sfida che traspare in ciascuno dei lavori, sotto forma di accoppiamenti linguistici e di intenzionali depistaggi - all’interno del castello sembra assumere i tratti veri e propri di un profondo atto di reverenza, un omaggio alla complessità spaziale del castello stesso.
“Fin dalla mia prima visita ho percepito – scrive Marco Fantini- che il vero protagonista di questa mostra sarebbe stato il castello. L’idea di concepire delle opere ad hoc mi è apparsa ben presto una chimera… il castello avrebbe difeso a pugni stretti la sua fondamentale ragione d’essere: proteggere la città dagli assalti dello straniero….”
Marco Fantini entra quindi nelle sale della Roccaforte con atteggiamento rispettoso e curioso e le opere, “seppur sottoposte alla preponderanza espressiva delle ampie volte in pietra, si offrono allo spettatore come possibili via di fuga, “trabocchetti evasivi” - per usare le parole dell’artista - atti a marginare il consolidarsi di quella, che in una famosa quanto divertita intervista, Duchamp definì come “ un’inutile adorazione dell’arte oggi”.
Tra le opere indedite, realizzate appositamente per la mostra, il polittico su ruote “Stop-Motion”, composto da sei grandi lastre di alluminio dipinto, il monumentale “Plateau Royale””, tela lunga sei metri ed alta quattro e “Bubbles”, il secondo video realizzato dall’artista sulla scia di “T”, la videoanimazione già esposta al Songzhuang Art Museum di Pechino e in questa sede commentata da un testo critico di Stephen Danzig.
La mostra è organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli.
L’esposizione sarà aperta al pubblico il 9 ottobre, in occasione della sesta edizione della Giornata del Contemporaneo, evento promosso dall’AMACI e dalla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Catalogo, edito da Charta, presentazione della direttrice del Museo Angela Tecce, i testi critici di Stephen Danzig, Massimo Recalcati, Marco Vallora e un’intervista all’artista di Federico Mazzonelli.

Marco Fantini è nato a Vicenza nel 1965 ed attualmente vive a Milano.
Nel 1983 si iscrive alla facoltà di Architettura di Venezia, segue i corsi di fotografia di Italo Zannier e si appassiona alla fotografia di ritratto elaborando negli anni successivi un personale lavoro di ricerca centrato sui temi della diversità e dell'alienazione. Nel 1989 viaggia in Messico ove risiede per due anni, lavorando come progettista presso lo studio di Enrique Norten e dedicandosi a ricerche sulla vita della fotografa friulana Tina Modotti. Nel 2002 espone presso la Galleria Poggiali e Forconi di Firenze (genesi di un quadro) e nel 2004 gli spazi del Teatro India di Roma offrono all’artista l’opportunità di misurarsi con la scultura e l’installazione, stabilendo le coordinate di un modus operandi legato all’indifferenziazione concettuale dei procedimenti espressivi.
Il cartone animato “T” esposto al Songzhuang Museum di Pechino ed allo Yokohama International New Media Festival ed il grande teschio in pietra esposto a Trento in occasione della mostra“Fuori Luogo” (evento collaterale a Manifesta), rappresentano alcuni tra gli esiti più recenti della sua ricerca.

Commenta Stampa
di redazione
Riproduzione riservata ©