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L'allievo di Scarpetta

Antonio Petito e la maschera di Pulcinella


Antonio Petito e la maschera di Pulcinella
18/08/2010, 10:08

     Antonio Petito nacque il 22 giugno 1822 e fu figlio d’arte. Il papà Salvatore, un noto comico dell’epoca, e la mamma Giuseppa D’Errico, proprietaria, impresaria ed attrice del teatro Silfide, anche conosciuto come “teatro di donna Peppa” aveva sede in Via Carmine a Napoli. 
      All’età di nove anni, Antonio si cimentò nell’opera “Giovanni della Vigna”, una commedia di Filippo Cammarano. In seguito, per diversi anni, si esibì come pantomimo, ma soltanto nel 1840, con la Compagnia di Crescenziano Palombo, ebbe il suo vero debutto. Dopo un anno da quella data, con la Compagnia di Pietro Martini, interpretò per la prima volta Pulcinella.
      Malumori familiari destavano in Petito la voglia di evadere e nel 1851 contrasse matrimonio con Marianna Parlati. Intanto, nella prima metà dell’Ottocento gli attori non se la passavano bene. Le Compagnie teatrali non riuscivano più ad avere una propria stabilità e, poi, la censura tarpava le ali all’espressione artistica. Petito dovette per necessità fare l’artista nomade. Abbandonò gli schemi letterari e culturali classici.
      I ruoli drammatici determinarono un rilevante successo per l’Artista che, nel teatro materno, interpretò il ruolo di Jago nell’Otello. Poi, sarà nuovamente Pulcinella al Teatro delle Fosse del grano. Al San Carlino reciterà in Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta che, tra l’altro, lo ebbe quale maestro.
      Gli anni che seguirono furono per Antonio Petito un crescendo di successo, tanto che negli anni ’50 del diciannovesimo Secolo, il Re e la sua famiglia si recava al teatro San Carlino soltanto per applaudire Petito. Nel 1852, il padre Salvatore gli consegnò, al debutto al San Carlino, la maschera che fu suggello del passaggio dell’eredità artistica.
       Interpretò varie parodie e nel 1855 dopo aver assistito al San Carlo l’opera di Giuseppe Verdi “Rigoletto” ne scrisse la parodia per il San Carlino dal titolo ‘Na famiglia ‘ntusiasmata per la bella musica de lo Trovatore. In quest’opera interpretò, parodiandola, la Medori che vistolo se ne entusiasmò complimentandosi.
       Antonio Petito è stato autore e attore. Ha scritto le sue parodie e le ha recitate: il Faust, Francesca da Rimini, La Bella Elena, Otello. Nel 1868, affrontò il tema della metempsicosi, cioè la trasmigrazione dell’anima, con l’opera So muorto e m’hanno fatto turnà a nascere.
       Con la sua arte Antonio Petito ha ribaltato ciò che è reale facendo esaltare l’inverosimile, ciò che è eccessivo, il paradossale, il bizzarro, il satirico.
        Al San Carlino, la sera del 24 marzo 1876 Petito, nel mentre recitava in La statua vivente spaventata da Pulcinella, passò a miglior vita.
          
 

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di Rossella Saluzzo
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