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"Aperitivo con L'Artista" al Museo del Sottosuolo di Napoli


'Aperitivo con L'Artista' al Museo del Sottosuolo di Napoli
06/03/2013, 10:11

Sabato 9 Marzo ore 17. Questo il post it da tenere per in vista per non dimenticare un appuntamento “stuzzicante”.

 

Quello con l’arte contemporanea di Luigi Auriemma che fino a domenica 10 marzo esporrà nel ventre della terra partenopea le sue opere, con la personale “C_end_re” (orari delle visite ordinarie: 10-12-15.30-17.30).

 

Un invito rivolto non solo agli addetti ai lavoro ma anche e, soprattutto, agli appassionati di arte contemporanea ed ai semplici curiosi.

 

Un’arte da “assaggiare” insieme.

 

L’artista, oltre a guidare i visitatori in un tour tra le sue opere, ideate per essere esposte tra i cunicoli e le cisterne del Museo del Sottosuolo, si intratterrà con loro per un gustoso snack. Un momento di relax in cui scambiarsi opinioni ed emozioni.

 

Un modo per “vivere l’arte” e mettere in circolo energie ed ulteriori stratificazioni di significati condivisi.

 

Un momento utile anche per conoscere l’artista che sta dietro l’opera che “ha un corpo ed è fatta da un corpo, che in essa proietta stati d’animo e stralci di vita”, come ricorda lui stesso.

 

Per comprendere come nasce un’opera, frutto di una convergenza tra slancio emotivo, talento e tecnica.

 

Vite parallele che si intrecciano, non solo quelle dell’artista e degli spettatori delle sue opere, ma anche quelle dei poeti le cui parole riecheggiano nelle opere di Auriemma.

 

La poetessa greca Saffo, protagonista dell’installazione Colere I, e Michele Sovente, le cui suggestioni che si muovono tra latino, italiano e dialetto si ritrovano in Colere II, prematuramente scomparso due anni fa.

 

Amalgama di esistenze e di significati attraverso lo spazio ed il tempo.

 

IL RESPIRO DEI SECOLI

 

Dalle pareti tufacee, quelle che hanno offerto riparo durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, e dalle testimonianze di vita, di cui il Museo del Sottosuolo è custode, arriva il “respiro dei secoli”. Ed il viaggio porta lontano, ben oltre il ‘900, ancora molto più indietro.

 

Sui muri, incisi… graffiati, messaggi e slogan politici, ma anche testimonianze di fede e paura dei cavatori e dei pozzari che, nel cuore della terra, quando questa tremava, cercavano un piccolo segnale che facesse rallentare i battiti del cuore e votavano “l’anima a Dio”.


 

UN RINGRAZIAMENTO ALLA MADRE TERRA

 

In ogni opera di Auriemma si percepisce un’aura di sacralità e di rispetto estremo per la vita e per la terra che l’ha generata. La Madre Terra.

 

Un ventre protettivo che genera, protegge (com’è accaduto nel caso del sottosuolo partenopeo riconvertito in rifugio antiaereo) ed al quale si ritornerà alla conclusione dell’ultimo viaggio.

Un ringraziamento che arriva forte allo spettatore anche dai due video delle Installazioni Colere I e II, dove Auriemma china il capo per ringraziare la terra che sta per avvolgere e ricoprire le parole che sta “mettendo a dimora”. Terra buona, calda di sole, o proveniente dalle viscere del sottosuolo.

 

E poi in questa terra si immerge. Nuota in essa con movimenti circolari. Come si nuota nel mare della vita.

 

MATERIALI APPARENTEMENTE OPPOSTI: UN’UNICA ARMONIA

 

Con la sua arte Auriemma riesce a far dialogare materiali apparentemente opposti ed inconciliabili.

La durezza del marmo, sempre uguale a se stesso e che sfida i secoli, e la volatilità della cenere, che basta un alito di vento a soffiarla via, senza lasciare traccia del suo passaggio.

 

Ed a questi si associano le parole. Che possono avere la morbidezza di una carezza, un balsamo per l’anima, o la durezza di pietre.

 

Parole estrapolate dal loro contesto originario e ricollocate per assumere un nuovo senso o un ritmo insospettato.

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di Redazione
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