Cultura e tempo libero / Eventi

Commenta Stampa

Architettura tra restauro e nuovo


Architettura tra restauro e nuovo
20/05/2009, 10:05

La manifestazione, nona iniziativa culturale dell’associazione CAMPANIARCHITETTI, ha visto impegnato il comitato organizzatore formato dagli architetti Nunzia Coppola, Antonio Sassone, Alessandra Maione, Tiziana D’Amico, Vincenzo Di Guida, Maria Francesca Ruzza, Raffaele Cardone (tutti soci di CAMPANIARCHITETTI)
Prendendo spunto dalla presentazione del libro, si arriverà a parlare di tecniche di restauro di edifici storici che prevede l’inserimento, soprattutto strutturale, di elementi moderni che si armonizzano con l’antico. Il concetto fondamentale è: se una parte del fabbricato storico è andato distrutto irrimediabilmente, che senso ha sostituirlo con elementi nuovi simili al distrutto? Questo genera un falso. Quindi meglio rendere visibile e riconoscibile l’intervento moderno a patto, ovviamente, che sia di qualità.
L’iniziativa, articolata in sei fasi, prevede l’introduzione a cura di Raffaele Criscuolo; seguirà, curata da Rino Mele, la presentazione del libro; ci saranno poi tre momenti curati da Riccardo Dalisi: la proiezione di filmati e diapositive di esempi di restauro integrativo, l’illustrazione di una metodologia di messa in sicurezza dell’esistente in modo sintetico e veloce, una sintesi culturale e programmatica dal titolo “verso una nuova architettura”; le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Mirra.
Il progetto grafico è stato ideato dall’ arch. Nunzia Coppola, la ditta PORTE AMATO è lo sponsor ufficiale della manifestazione.


Dal libro “ARCHITETTURA DELLA NUOVA INNOCENZA”:
“L’architettura, oggi più che mai, non è un fatto assoluto, non può rivendicare una sua spiccata autonomia. S’inserisce sempre tra gli anfratti di forze assai grandi: tra l’economia ed il marketing, tra il recupero ed il nuovo, tra la storia ed il moderno e il post moderno. Ed oggi sempre di più tra artefatto e natura. Per quanto riguarda il futuro, se ancora è possibile una scelta e se si vuole che anche l’architettura paghi il suo pegno per la salvazione del pianeta, dovrà inserirsi tra costruito e verde. Tra verde e verde, nel già costruito, con le dovute cautele. E qui attingere per una nuova e necessaria poetica.
Solo la poesia salverà il mondo.”
 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©