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Presentato il libro di Llonto sulla dittatura di Videla

Argentina '78: luci ed ombre di un Mondiale


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Argentina '78: luci ed ombre di un Mondiale
30/11/2010, 15:11

NAPOLI – Dalla mancata convocazione di Maradona alle simpatie comuniste dell’allenatore Menotti, dal 6-0 contro il Perù alla finale con l’Olanda. Fino alla vittoria, per la prima volta, in quel Mondiale del ’78 che per l’Argentina ha segnato una svolta. Di questo si racconta nel libro di Pablo Llonto dal titolo “I Mondiali della Vergogna”, pubblicato dalla casa editrice Alegre.
La vergogna è quella di un paese che, in quell’estate degli anni ’70, viveva sotto la dittatura di Videla ed aveva fatto dell’oppressione e della morte una sua bandiera. Lì, ai confini del Mondo, succedeva di tutto: desaparecidos, doping, paura, corruzione, bugie. Intanto, quasi per una “legge del contrappasso” non scritta, nasceva il mito calcistico dell’Argentina. Le sue luci e le sue ombre sono state raccontate ieri durante la presentazione ufficiale del volume all’hotel Mediterraneo dalla viva voce dell’autore, in collegamento da Buenos Aires.
In sala erano presenti anche il pubblico ministero che ha dato origine alle prime indagini su Calciopoli Giuseppe Narducci, il giornalista Gianni Minà e Zdenek Zeman, allenatore di lungo corso e, prima ancora, emigrante doc: fuggito da Praga, in gioventù si rifugiò da uno zio a Palermo. Zio che si chiamava Cestmir Vickpalek e che, guarda caso, allora era l’arbitro della Juve. Da qui alla creazione di una storia, personale e sportiva, il passo è stato davvero breve.

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di Ornella d'Anna
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