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Arrivano Quelli che la Danza al Teatro Nuovo con Non Solo Solo


Arrivano Quelli che la Danza al Teatro Nuovo con Non Solo Solo
03/03/2012, 12:03

Dal 6 all’11 marzo una nuova full immersion nei linguaggi della danza contemporanea targata QUELLI CHE LA DANZA
a cura del CDTM diretto da Mario Crasto De Stefano Performance ‘scandalo’ e contaminazioni coraggiose con "Non solo Solo": sei giorni di avanguardia e provocazioni Al Teatro Nuovo di Napoli 11 titoli con due prime nazionali
Si parte martedì con il debutto italiano
di Straw Man di Giovanna Velardi

Napoli, 3 marzo 2012 Prosegue la straordinaria offerta di QUELLI CHE LA DANZA, pronta a inaugurare un’altra densa rassegna di contemporaneo che arricchirà il palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli da martedì 6 a domenica 11 marzo 2012. E’ giunto il momento di NON SOLO SOLO, un viaggio nelle forme più esclusive e rappresentative del panorama internazionale della danza d’autore, con undici performance di assoluto rilievo destinate a far parlare di sé, sia per la loro carica provocatoria che per la capacità di fondere le armonie del corpo con le suggestioni della contaminazione artistica.
Una sei giorni intensa con cui il CDTM - Circuito Campano della Danza prosegue la sua semina di danza nel cuore di Napoli e che si inserisce nel più ampio cartellone di QUELLI CHE LA DANZA, titolo e slogan sotto cui il Circuito riunisce nel 2012 il suo originale e diffuso cartellone di linguaggi della danza contemporanea, sotto la direzione artistica di Mario Crasto De Stefano. Un unico filo conduttore per un'offerta senza pari in Campania (oltre 30 titoli per 6 diverse rassegne in scena in 10 teatri dislocati in 8 piazze campane per una ‘no-stop’
lunga 5 mesi), e già inaugurata a Napoli dalla rassegna CLASSIC NO CLASSIC ospitata al Delle Palme (fino al 28 marzo).
Il Teatro Nuovo di Napoli si appresta, quindi, a diventare una ribalta imperdibile non solo per gli appassionati della danza contemporanea ma per tutti gli amanti dell’’avanguardia’ artistica improntata alla contaminazione dei codici della video-arte, che si mescolano alle forme più innovative del teatro-danza e della ricerca del movimento coreutico per offrire una gamma di emozioni diverse e tutte ‘esplosive’ che raramente riescono ad essere condensate in un’unica rassegna.
IL DEBUTTO CON LA PRIMA NAZIONALE DI STRAW MAN Il viaggio di NON SOLO SOLO parte subito ‘in quarta’, con la prima nazionale di Straw Man, coreografato da Giovanna Velardi in scena martedì 6 marzo alle 21.00 nella Sala Grande. Uno spettacolo coreografico, che nasce dalla ricerca di un significato condiviso del termine Straw Man, letteralmente ‘uomo di paglia’, e che diventa un'indagine interculturale sul rapporto tra l'uomo e l'avatar, tra un oggetto e il suo segno.
L’uomo di paglia è così un simbolo della società dell'immagine, diventa il doppio, la marionetta, il prestanome, il golem, tutti concetti che orbitano in un universo di dualità tra reale e virtuale, tra verità e menzogne, tra viventi e morti, tra umano e divino. Un modo per riflettere sulla società-immagine di oggi, svuotata di significato e resa viva nella sua volgarità, in cui lo Straw Man incarna il simbolo della disfatta del nuovo, dell'accettazione della nostra mostruosità, della perdita di identità attraverso una evoluzione dell'immaginario e delle pratiche culturali. Tra voci, immagini ed elementi scenografici che rappresentano i totem di una società in disfacimento, un gruppo di danzatrici riporta in scena la parte umana nel ‘medioevo’ della nostra civiltà.
I TITOLI IN RASSEGNA L’intensa programmazione orientata alla sperimentazione più 'stimolante' e spregiudicata dà spazio mercoledì 7 marzo al racconto Verdina Stella, coreografato da Oretta Bizzarri e con Mariella Celia a dar vita a un personaggio alla scoperta del suo posto nel mondo con la forza del corpo, della voce, di un vocabolario scaturito dall’improvvisazione e dalla casualità della scrittura automatica a rappresentare la ricerca ‘disordinata’ di se stessa sulle note di una colonna sonora che passa con disinvoltura da Tom Waits a Bizet, da Ovadia a Murolo; nella stessa serata la prima nazionale di Deny me and be doomed, un'insolita performance sul tempo che si serve delle forme del teatro-danza e del circo-teatro rielaborate e interpretate da Gaetano De Vincenzo, in arte Kio, in collaborazione con Bonnie Paskas, già membro della compagnia del Tanztheater di Norimberga.
Per la festa della donna (giovedì 8 marzo) tutta la provocazione di una delle performance più emozionanti degli ultimi anni, Your Girl, del coreografo Alessandro Sciarroni, in scena con Chiara Bersani nelle vesti di un’inedita Madame Bovary e Matteo Ramponi oggetto del suo desiderio per un lavoro sull'ispezione del sentimento attraverso la biologia degli interpreti, mostrati per quel che sono, anche attraverso il ricorso al nudo integrale; una performance che non mancherà di suscitare l’attenzione del pubblico e che funge da ‘antipasto’ per Luci/Ombre/Opposti del belga Guy de Bock, in collaborazione con Art Garage, che porta sulla scena quattro danzatori, quattro corpi, quattro persone che viaggiano nello spazio attraverso la musica, i suoni, la parola, il movimento, l’emozione che rappresentano quattro poli, quattro opposti, quattro direzioni, quattro anime che si incontrano e si oppongono, si attraggono e si respingono, in un movimento continuo che ha per sottofondo la solitudine. Venerdì 9 marzo, invece, è la volta della ricerca di Claudio Malangone con Brainstorming – Studio 2, che prosegue sulla scia dell’instabile equilibrio tra la luminosità e il suo contrario, tra il movimento e la quiete, tra il suono e il silenzio, tra la presenza e l'assenza incarnati da due danzatori capaci di intrecciare infinite variazioni sullo stesso movimento, di rompere e di ritrovare continuamente le simmetrie, di apparire l'uno e il suo doppio, di perdersi l'uno nell'altro tra competizione e sensualità; nella stessa sera Il Lago dei Cigni di Laura Corradi riprende le atmosfere del repertorio classico per ‘scrivere’ un ideale ‘sequel’ dell’amore lirico di Siegfried e Odette che ha inizio là dove il ‘Lago’
tradizionale finisce: ormai uniti in matrimonio “il flusso del loro vivere si è fermato (...), il tempo è fermo come ‘incantato’, loro non trovano la via d'uscita e si muovono come animali in gabbia, interrogandosi sulle prove che ancora dovranno superare per essere leggeri felici e liberi”.
Ci si avvia all’exploit finale con Il Caos dei Cinque di Emma Cianchi, in scena sabato 10 marzo, dove il ‘cinque’, numero simbolo del nostro ordine matematico e del nostro disordine umano, è lo spunto per una contaminazione tra forme visive, sonore e dinamiche di movimento, basate sulle regole della percezione dei nostri sensi, creando un ‘ibrido’ tra principi matematici, installazione e composizione coreografica; a seguire Loredana Parrella si interroga “sulla figura dell'eroe, sul suo essere troppo umano, fino a
disumanizzarsi”: in Lei e Tancredi - Denunce di corpi parlanti la coreografa parte dalla Gerusalemme Liberata “per riscoprire il sapore e il profumo della lotta e dell'infaticabilità” e per ‘ritrovare’
negli amanti impossibili e infaticabili Tancredi e Clorinda “i corpi parlanti nei quali si attua quel necessario distacco dalla stanchezza e dalla rinuncia, devastanti epidemie del nostro tempo”. La chiusura, domenica 11 marzo, è affidata a Marco D’Agostin e Marco Fantoni, selezionati dal network Anticorpi XL per Black Longhair's Trip e il Precariato degli Zerogrammi, che rileggono l’instabilità dei giovani precari con l’elastica adattabilità del contorsionista, la prontezza felina del trapezista e l’ineffabile misura del funambolo, continuamente in lotta contro la perdita di un baricentro.

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di Redazione
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