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Arte, Cinema e Nazione in casa del Barone Revoltella


Arte, Cinema e Nazione in casa del Barone Revoltella
01/04/2011, 11:04

Alla celebrazione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia il Museo Revoltella di Trieste partecipa con una mostra di opere intitolata "Arte e Nazione. Dagli Induno a Fattori nelle collezioni del Museo Revoltella" che resterà aperta sino al 5 giugno 2011.
L'ambientazione scelta per l'esposizione non è quella consueta dello spazio riservato alle mostre temporanee, ma la dimora storica che costituisce il primo nucleo del museo, Palazzo Revoltella, edificato proprio negli anni (1854-1858) in cui, mentre Trieste era ancora sottoposta all'Austria, in Italia maturavano le condizioni per giungere attraverso dure lotte, all'unificazione dei tanti stati in cui era divisa la penisola. Lo stesso Pasquale Revoltella, veneziano d'origine e italiano di cultura, ma legato da forti interessi al governo austriaco, partecipò alla guerra del 1859, ma dal versante opposto, come fornitore dell'esercito imperiale.
Un percorso espositivo sicuramente inedito e originale, che, svolgendosi all'interno di casa Revoltella, mescola le suggestioni di una residenza sontuosa "ancien régime" con la rappresentazione del sentimento popolare, degli ideali e dei sacrifici che si collegano allo sforzo degli italiani alla conquista dell'Unità e permette un continuo confronto visivo tra il soggetto della lotta, i combattenti italiani, e l'oggetto della sua avversione, quell' "invasore straniero" impersonato qui inevitabilmente, anche se curiosamente, dal veneziano Revoltella.
La mostra si propone di raccontare il clima sociale e culturale in cui giunge a maturazione il processo di unificazione servendosi unicamente del patrimonio del museo, che mai come in quest'occasione si rivela ricco di spunti non solo per rappresentare la storia artistica degli ultimi due secoli ma la storia "tout court", permettendo di "leggere" dipinti, disegni e stampe da altri punti di vista.
In mostra una trentina di dipinti e disegni di Domenico e Gerolamo Induno, Giovanni Fattori, Sebastiano De Albertis, Ippolito Caffi, Vincenzo Cabianca, Eugenio Perego, Mario Di Scovolo, Georges Moreau de Tours, ma anche volumi e stampe provenienti dalla biblioteca del barone Revoltella.

In parallelo alla mostra "Arte e nazione. Dagli Induno a Fattori nelle collezioni del Museo Revoltella", l'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e il Civico Museo Revoltella, in collaborazione con La Cappella Underground, organizzano la rassegna "Risorgimento e Cinema". Le proiezioni, a ingresso libero, si svolgeranno ogni giovedì, con orario serale alle 20.30, nell'Auditorium del Museo, e saranno introdotte da storici, giornalisti e critici cinematografici. Nelle stesse serate, le collezioni del Museo saranno visitabili fino alle ore 22.
La rassegna, che si avvale della collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e della Ripley's Film, intende riproporre al pubblico alcuni fra i migliori film lungometraggi che hanno ricostruito per lo schermo gli eventi risorgimentali. Realizzati da grandi registi, il quali hanno ripercorso con serietà e forza poetica gli episodi e i personaggi che hanno portato il nostro Paese alla conquista dell'indipendenza e dell'unità nazionale, questi film sono inoltre il frutto dell'evoluzione nel dibattito politico e culturale degli anni in cui furono realizzati. Ma il percorso si propone anche di esaminare le tracce delle principali influenze iconografiche e pittoriche alle quali questi film sono ispirati.
Come annotato recentemente nel suo articolo "Nascita di una nazione. Il Risorgimento nel cinema italiano" da Sergio Toffetti, già Conservatore della Cineteca Nazionale, "per costruire la propria immagine il Risorgimento non si attarda certo ad aspettare il cinema. Anzi, lo anticipa facendogli trovare bell'e pronta una variopinta tavolozza che comprende ingenue oleografie popolari, composizioni di maestri come Giovanni Fattori ("La Battaglia di Custoza"), Michele Cammarano ("La Battaglia di San Martino", Domenico Induno ("La sentinella garibaldina"), Francesco Hayez ("Il bacio"), e addirittura riproduzioni in diretta dei fatti, come nelle tempere in cui Carlo Bossoli "fotografa" la Guerra del 1859 e la Spedizione dei Mille (...)". Da queste ed altre opere prenderanno spunto autori come Blasetti, Nelli, Rossellini, Soldati, i fratelli Taviani e Visconti, di cui si vedranno nel corso dell'iniziativa triestina sei titoli fra i più significativi della filmografia a tema risorgimentale.
La rassegna "Risorgimento e Cinema" ha preso avvio giovedì 31 marzo con la proiezione di "1860" (1934) di Alessandro Blasetti: l'epopea garibaldina, raccontata dal primo maestro del cinema italiano con uno stile originale, asciutto ed efficace, attraverso la scoperta straordinaria del paesaggio in immagini lucenti e solari, che rimandano alla pittura di Fattori.
Giovedì 7 aprile la selezione prosegue con "Piccolo Mondo Antico" (1941) di Mario Soldati, straordinaria figura di scrittore-regista che riprende il racconto omonimo di Fogazzaro sullo sfondo della lotta anti-austriaca, in un film di alta bellezza formale; il paesaggio diventa stato d'animo, caricando di chiaroscuri espressivi il dramma dei protagonisti, a partire dalla strepitosa Alida Valli nel suo primo ruolo drammatico.
Nella serata di giovedì 14 aprile sarà presentato "Viva l'Italia" (1961) di Roberto Rossellini: realizzato nell'anno del centenario, il film ripercorre la spedizione dei Mille come una cronaca realistica, a partire dall'osservazione di particolari minori, quotidiani, persino antieroici, ispirandosi ad esempio alle innumerevoli riproduzioni dell'incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II.
"La pattuglia sperduta" (1952) di Piero Nelli, in calendario giovedì 21 aprile, guarda le vicende della Prima Guerra d'Indipendenza sulla base della partecipazione popolare, seguendo un gruppo di soldati sbandati tra le nebbie e le risaie della "fatal Novara"; un piccolo gioiello, quasi dimenticato, del nostro cinema neorealista.
Con "Allonsanfan" (1974) di Paolo e Vittorio Taviani, previsto in cartellone giovedì 28 aprile, la Restaurazione è vista attraverso la crisi esistenziale di un nobile lombardo opportunista che tradisce la lotta rivoluzionaria, interpretato da Marcello Mastroianni; la ricostruzione storica è sostenuta da un'atmosfera visionaria di grande splendore, ispirata alla maggiore pittura dell'Ottocento.
Ultimo appuntamento giovedì 5 maggio, con il capolavoro di Luchino Visconti "Senso" (1954), che ha per protagonisti Alida Valli e Farley Granger: sullo sfondo della Terza Guerra d'Indipendenza, il regista ritaglia un melodramma di sensualità esasperata e di morte, nel quale esprime la consapevolezza che l'opera lirica rappresenta la vera tradizione romanzesca italiana; la stessa enfasi è riscontrabile anche a livello figurativo, nell'uso del colore così come nei costumi sontuosi, mentre il citato dipinto di Hayez è calcato quasi in forma di tableau vivant, e la pittura dei Macchiaioli (Fattori, Lega, Signorini) trova evidente riferimento nella rievocazione della battaglia di Custoza.
Il lavoro per il 150°, a cura dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, è iniziato con largo anticipo, già dall'autunno dello scorso anno con la mostra dedicata a Cavour nel Castello di San Giusto, mostra accompagnata da un ampio approfondimento scientifico e documentario. A cavallo del 17 marzo si è intensificato il livello di attenzione verso questo importante appuntamento storico con l'apertura straordinaria del Museo del Risorgimento e, soprattutto, con l'esposizione al Revoltella incentrata sul rapporto tra arte e Nazione nelle collezioni del Museo. Questo ciclo di film si inserisce, quindi, nell'attività di riscoperta di temi storici essenziali per comprendere nascita e sviluppo dello stato nazionale italiano.
Nei programmi futuri la figura di Marco Besso, triestino, grande manager delle Generali, convinto patriota.

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di Redazione
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