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Assassinio Talierco, il «Messaggero di sant’Antonio» ne rilancia la figura finita, sembra, nel dimenticatoio.


Assassinio Talierco, il «Messaggero di sant’Antonio» ne rilancia la figura finita, sembra, nel dimenticatoio.
19/07/2011, 11:07

Padova - «Un uomo pacato, ricco di fede, incapace di odiarci»: è quanto rivelato dal brigatista che lo torturò e lo uccise, scaricandogli contro diciassette pallottole, dopo averlo tenuto per cinque giorni a digiuno. Il «Messaggero di sant’Antonio», mensile cattolico diffuso nel mondo (oltre 160 Paesi dei cinque Continenti), rilancia la figura di Giuseppe Taliercio, direttore dello stabilimento Montedison di Porto Marghera, assassinato dalle Brigate Rosse dopo 46 giorni di prigionia. Era il 6 luglio del 1981.
Lo spunto è dato da una lettera, pubblicata nel numero di luglio-agosto della rivista, nella rubrica “Lettere al Direttore”. Sergio - questo il nome dell’abbonato - ricorda di aver vissuto in prima persona i momenti di trepidazione prima e di profonda tristezza poi, di fronte all’efferato delitto.
I terroristi, infatti, trattarono il rapito in maniera inumana. Lo lasciarono senza cibo, lo picchiarono e lo torturarono al punto che, quando fu ritrovato cadavere, era così magro e rannicchiato da occupare metà dello spazio del bagagliaio di una Fiat 128.
«Taliercio è stata una figura limpida di cristiano, ma – sottolinea il lettore – sembra finita nel dimenticatoio. Invece avrebbe ancora molto da dire. C’è bisogno di persone come lui, per il rilancio della nostra Italia».
«Per la Chiesa è un martire – gli risponde padre Ugo Sartorio, direttore del mensile; – tant’è che il suo nome è inserito nell’elenco dei 12 mila testimoni della fede compilato per il Giubileo del 2000. Padre di cinque figli, cristiano convinto e attivo in parrocchia come nella San Vincenzo aziendale, Taliercio è stato un dirigente amato più dai dipendenti che dai manager; tutt’altra cosa rispetto al “servo delle multinazionali imperialiste” che le Br pensavano di avere messo sotto scacco».
Il direttore del “Messaggero di sant’Antonio” si associa, quindi, a quanto scritto dal lettore: «È vero quanto lei denuncia: nonostante l’attuale positiva riconsiderazione delle vittime del terrorismo, la vicenda di Taliercio è rimasta un po’ ai margini, tranne lodevoli eccezioni, come la puntata “La storia siamo noi” a lui dedicata, curata da Giovanni Minoli e andata in onda su Raidue lo scorso anno. Mi auguro – conclude padre Sartorio – che questi spunti incuriosiscano molti lettori, spingendoli a riscoprire una storia di santità che merita di essere conosciuta».

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di Redazione
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