Cultura e tempo libero / Tv

Commenta Stampa

Troppi programmi andati e nessun sostituto degno

Auditel: a settembre crollano ascolti per Rai1 e Rai2, tiene Rai3


Auditel: a settembre crollano ascolti per Rai1 e Rai2, tiene Rai3
06/10/2011, 14:10

ROMA - A leggere i dati Auditel della Rai, c'è solo una parola che spiega i risultati: disfatta. Facendo il confronto con il settembre del 2010 su Rai1 e Rai2 è un disastro; solo Rai3 tiene, ma grazie alle trasmissioni che ha conservato.
Ma è in particolare la rete ammiraglia che preoccupa. Quando mai si è visto un programma su Rai1 come "Me lo dicono tutti", che supera a malapena il 10% di share (meno di 3 milioni di spettatori)? Oppure una fiction come Il segreto dell'acqua, con Riccardo Scamarcio, che ha superato di poco i 2,5 milioni di spettori, col 10%di share? A confronto, la fiction di Tiberio Mitri, col suo 17% (che un tempo sarebbe stato considerato un pessimo risultato) praticamente troneggia.
Ma va male anche il TG1: l'ascolto medio nel mese di settembre è stato di 4,8 milioni di persone, molto al di sotto del 5,5 milioni di spettatori del settembre 2010. La faziosità del "direttorissimo" Augusto Minzolini a favore del governo sta costando carissimo in termini di ascolti. Tanto che si dice che nel Cda Rai anche gli stessi berlusconiani vogliano silurarlo. Anche perchè la zavorra che si porta alla fine (Qui Radio Londra, di Giuliano Ferrara, che fa fatica a superare i 4 milioni di spettatori) di certo non aiuta. Basta pensare che ha più spettatori il programma che precede, L'Eredità di Carlo Conti...
Su Rai2 è peggio che andar di notte: è stata privata di Santoro, che garantiva 5 milioni di spettatori ogni giovedì. E il suo sostituto (Star Academy, con Roby Facchinetti) non è stato certo all'altezza, col suo 6% di share, poco più di un milione di spettatori.
L'unica rete che va bene è Rai3 che, rispetto al 2010, guadagna in media 200 mila spettatori. E vanno bene le sue trasmissioni di punta: Ballarò ha iniziato con uno share superiore al 17% (contro il 15 dell'anno scorso), mentre le inchieste di Pietro Iacona, con Presa Diretta, pur fermandosi sotto il 12%, guadagnano 4-5 punti di share rispetto al 2010.
Insomma, una sconfessione totale, l'ennesima, delle decisioni prese dal Cda Rai in questi ultimi anni. Le uniche cose che hanno ottenuto sono state un aumento dei debiti, un crollo negli ascolti (e quindi anche la pubblicità può essere venduta solo a prezzi più bassi) ed un arricchimento di Mediaset, che si impossessa di gran parte degli spettatori in fuga dalla Rai. Ci sarebbero quasi le basi per una class action.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©