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In messico per spegnere le candeline dello zio

Aurelio de Laurentiis festeggia i 90 anni di Dino


Aurelio de Laurentiis festeggia i 90 anni di Dino
01/08/2009, 13:08

"Sarà una grande riunione di famiglia l'8 agosto in Messico nella casa che da due anni sua moglie Marta ha arredato sulla spiaggia a tre ore da Los Angeles. Ci sarò anch'io con mia moglie e mio figlio", dice all'ANSA Aurelio De Laurentiis che si appresta a festeggiare i 90 anni dello zio Dino, il grande produttore da decenni trasferito in America. "Certo non sarà come nei compleanni dei bei tempi quando in tavola tutti insieme eravamo fino a 100", dice il produttore che il 31 agosto comincerà proprio in America ha girare il nuovo cine-panettone di Neri Parenti. Aurelio è un pozzo di aneddoti: "mi ricordo quando tentò di convincere papà Luigi a trasferirsi in America. Erano i tempi in cui con la nostra Dinocittà a gonfie vele, Cinecittà decise di dimezzare i costi per attirare le produzioni a girare lì. Dino si mise in tesata di fare causa allo stato italiano, era così, megalomane e quando mio padre lo incitò a lasciar perdere, rispose che allora se ne sarebbe andato in America. Era il '70 e voleva portare anche me, ma io riuscii a convincere i miei che era meglio di no''. Il nipote Aurelio, oggi anche presidente del Napoli calcio, lo racconta come "sempre concentrato sul lavoro, disciplinato, alla scrivania tutti i giorni agli stessi orari, vita e pasti regolari, mai uno sgarro". E però anche "uomo dolce, sensibile, fin troppo, costretto magari a nascondere questa sensibilità per resistere in questo mondo". Tra i ricordi leggendari quello della borsa nera, "quando con Soldati e Longanesi andarono con un peschereccio nella Sicilia già liberata per caricare ogni derrata alimentare e rivenderla al mercato nero di Napoli". Il suo pregio maggiore? "E' anche il suo difetto: un sano egocentrico egoismo".

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di Alessandra Magliaro
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