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Avati premiato ad Ischia, amore per la musica grazie a Lucio Dalla


Avati premiato ad Ischia, amore per la musica grazie a Lucio Dalla
09/07/2011, 12:07

ISCHIA (NA) - Premio alla carriera Ciak di Corallo 2011 , in occasione della nona edizione dell’Ischia Film Festival,  per Pupi Avati.   Il regista bolognese, in vena di rivelazioni,  ha raccontato del suo ritorno alla musica grazie a Dalla.
'E' grazie a Lucio - ha detto - se ho chiuso con la musica e mi sono dedicato al cinema. Il suo talento era un fardello eccessivo per me, che ne avevo molto meno. Non lo sa ancora nessuno, ma dopo anni ho ripreso il clarinetto e ho registrato un pezzo. Lui ci ha aggiunto del suo, e cosi' e' nata Andando, la canzone che abbiamo usato sui titoli di coda de 'Il papa' di Giovanna'''.
Giuseppe Avati, in arte Pupi, fratello maggiore di Antonio, sceneggiatore e produttore, nasce a Bologna il giorno 3 novembre 1938. Laureatosi presso la Facoltà di Scienze Politiche di Bologna, inizialmente tenta una carriera nel jazz: dal 1959 al 1962 fa parte della Doctor Dixie Jazz Band come clarinettista, ma rinuncia dopo l'ingresso nella band di Lucio Dalla; successivamente per quattro anni lavora come dirigente della Findus surgelati, quelli che descrive come i quattro anni peggiori della sua vita. Illuminato dalla visione di Otto e mezzo di Federico Fellini, tenta la strada del cinema. Nel 1970 ottiene da un misterioso imprenditore i finanziamenti per girare due film: Balsamus, l'uomo di Satana e Thomas e gli indemoniati, due horror grotteschi orgogliosamente provinciali. Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, l'ultima fatica di Pier Paolo Pasolini (anche se per questioni di diritti, pur essendo stato pagato, non risulta accreditato), dirige il suo terzo lungometraggio, dal titolo La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (1975), seguito da La casa dalle finestre che ridono (1976), un altro horror di buon livello che con gli anni è divenuto un vero e proprio film di culto per gli appassionati del cinema dell'orrore. Avati ritorna a questo genere, che sembra proprio adattarsi alla sua personalità, potendo però disporre di budget superiore e di una troupe in cui si può notare la presenza, come sceneggiatore, di Maurizio Costanzo.
Nel 1977, esce Bordella, musical demenziale censurato all'uscita, che vede come interprete tra gli altri anche Christian De Sica, allora giovanissimo. Nello stesso anno, Avati, per confermare il suo talento di maestro del suspense e per far dimenticare lo scarso successo di Bordella, ci presenta il film grottesco Tutti defunti... tranne i morti che non convince pienamente la critica e il pubblico pur essendo di un livello superiore al precedente lungometraggio. Nel 1978 il nome di Pupi Avati diviene noto al grande pubblico in seguito alla messa in onda sulla RAI dello sceneggiato Jazz Band, che racconta la storia della Doctor Dixie Jazz Band, seguito da "Cinema!!!" ed altri due lavori televisivi di Avati (Dancing Paradise del 1982 e Accadde a Bologna del 1983). Nel 1979 collabora con i Pooh dirigendo lo special televisivo Viva,cronaca minuto per minuto della lavorazione dell'omonimo album, che va in onda il Natale di quello stesso anno. Nel 1980 scrive Macabro, film che segna l'esordio alla regia di Lamberto Bava. Nel 1983, il regista bolognese passa alla commedia, dirigendo il delicato Una gita scolastica, ma ritorna al thriller-horror con Zeder, giudicato una fra le sue migliori opere dai cultori del genere. Dopo l'amaro Impiegati (1984), è nuovamente alla regia di un altro pregevole lungometraggio, ovvero Regalo di Natale (1986), che avrà poi un seguito nel 2004 intitolato La rivincita di Natale. Vengono poi i successivi Storia di ragazzi e ragazze (1989), Bix (1991), il thriller L'amico di infanzia (1993) che si segnala per l'ambientazione negli USA e per i valori di produzione hollywoodiani e l'angosciante horror L'arcano incantatore (1996) con Stefano Dionisi. Scrive la sceneggiatura per la miniserie TV RAI Voci notturne (1995), diretta da Fabrizio Laurenti. Nel 1997 gira Il testimone dello sposo e nel 1999 La via degli angeli. Nel 2003 dopo un periodo di pausa, dirige il sentimentale Il cuore altrove che vede protagonisti il timido Neri Marcorè e Vanessa Incontrada che interpreta il ruolo di una giovane ragazza non vedente.Il 2005 è un anno favorevole al regista, che porta sullo schermo Vittoria Puccini, Paolo Briguglia e Claudio Santamaria nella commedia romantica Ma quando arrivano le ragazze? e dirige Antonio Albanese, Katia Ricciarelli e nuovamente Neri Marcorè nel divertente La seconda notte di nozze. Nel 2007 è la volta del garbato La cena per farli conoscere, con Diego Abatantuono accompagnato dalle belle Francesca Neri, Ines Sastre, Vanessa Incontrada e Violante Placido, e Il nascondiglio, nuova incursione avatiana nell'horror, con Laura Morante nella parte di una donna italiana che rileva un inquietante edificio a Davenport, nello Iowa; nel 2008 di Il papà di Giovanna, nel 2009 di Gli amici del bar Margherita e nel 2010 di Il figlio più piccolo.Sempre nel 2008 ha pubblicato la sua autobiografia Sotto le stelle di un film, edita da Il Margine, e ha vinto, per il film Magnificat del 1993, il XX Premio Internazionale Ascoli Piceno organizzato dall'Istituto Superiore di Studi Medievali "Cecco d'Ascoli". Dal 9 dicembre al 12 dicembre 2009 partecipa al Mitreo Film Festival, a Santa Maria Capua Vetere. Nel 2010 è stato realizzato un film documentario di interviste e animazioni, dal titolo Pupi Avati, ieri oggi domani diretto da Claudio Costa, ispirato all'autobiografia del regista Sotto le stelle di un film. Al documentario hanno partecipato i tre figli, diversi attori e collaboratori, tra cui Carlo delle Piane, Diego Abatantuono, Katia Ricciarelli, Christian De Sica. Presiede la Fondazione Federico Fellini, nata nel 1995 in memoria del grande regista riminese, che aveva esercitato grande influenza sullo stesso Avati e che gli era divenuto amico negli ultimi anni di vita. L'amore e la passione per la musica e per la propria città lo hanno accompagnato per tutta la vita: il regista spesso gira i suoi film a Bologna ed è solito inserire in essi numerosi riferimenti musicali, ispirandosi direttamente, in alcuni casi, a questa sua esperienza (come ad esempio in Ma quando arrivano le ragazze?).
(Biografia tratta da Wikipedia)

 

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di Rosario Scavetta
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