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Avventurieri della terza età


Avventurieri della terza età
24/03/2009, 21:03

Pantofole, plaid, sedia a dondolo e tv? Nemmeno per sogno: gli ultrasessantenni di oggi sono dei veri e propri avventurieri. Dopo aver cresciuto i propri figli (e i figli dei propri figli), aver lavorato sodo per una vita e aver messo da parte qualche spicciolo, godendo di una salute di gran lunga migliore rispetto ai loro nonni, gli anziani moderni paiono poter addirittura godersi la vita in maniera più libera e piena dei giovani (disoccupati, stressati o con stipendi sempre troppo magri). Secondo cifre istat, lo scorso anno, oltre 261mila ultrasessantacinquenni, hanno prenotato una vacanza breve nelle più disparate mete sia in Italia che all'estero.
Viaggi all'insegna dell'originalità, del confort e della cultura. I nonni del XXI secolo sono attenti al portafoglio, ma anche alle fregature dei vari viaggi "all inclusive" che promettono il massimo al minimo costo e che, spesso e volentieri, si rivelano vere e proprie esche per viaggiatori sprovveduti. Anche gli hotel e i residence paiono essersi attrezzati per offrire, a questa nuova categoria di turisti, tutti i confort necessari per un soggiorno soddisfacente (ascensori ampi, tappetini nelle docce, menù a base di cibi leggeri, itinerari stimolanti ma non troppo stressati per orari e sposamenti ecc...). 
Attive il doppio dei propri coetanei, sembrerebbero però le signore in età pensionabile: vere e proprie avventuriere impavide alla scoperta del nuovo. E dunque, ai giovani d'oggi, resta questa piccola grande speranza: se gli "anzianotti" del 2009 possono permettersi dei viaggi interessanti grazie all'aumento dell'aspettativa di vita e della qualità della stessa, loro, tra 50 anni, potranno probabilmente spassarsela ancor di più (sempre se, le loro future pensioni, non saranno state consumate del tutto da questo stato sempre più in debito e gestito sempre peggio). E quindi, in questo mondo al contrario, non pare poi così assurdo e fuori luogo attendere una "giovane vecchiaia" che possa farci dimenticare questa spesso demotivante ed ingrata giovinezza!

 

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di Germano Milite
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