Cultura e tempo libero / Spettacolo

Commenta Stampa

Ben Taleb con Gragnaniello e Parlato e la NCCP per il gran finale del «maggio al Trianon»


Ben Taleb con Gragnaniello e Parlato e la NCCP per il gran finale del «maggio al Trianon»
29/05/2012, 17:05

M’Barka Ben Taleb con Enzo Gragnaniello e Gennaro Cosmo Parlato e, poi, l’atteso ritorno in un teatro napoletano dopo anni della Nuova compagnia di canto popolare: questi i due grandi concerti proposti dal Trianon per la chiusura del suo «Maggio».
M’Barka Ben Taleb, con Enzo Gragnaniello e Gennaro Cosmo Parlato, mercoledì 30 maggio, ore 21 – La cantante tunisina è una delle applaudite protagoniste del docufilm Passione di John Turturro sulla canzone napoletana. Affiancata da due ospiti eccellenti, Enzo Gragnaniello e Gennaro Cosmo Parlato, canterà, danzerà e suonerà la darabuka, una sorta di bongo arabo, mescolando energia e grazia, tradizione e modernità, in un viaggio di sogni, dai ritmi nord africani e melodie da mille e una notte ai classici della musica napoletana. Ad accompagnarla Giosi Cincotti (tastiere, fisarmonica e arrangiamenti), Gino Evangelista (chitarra portoghese e oud), Arcangelo Caso (violoncello), Joe de Marco (basso) e Michele Maione (percussioni). Arricchirà la serata Licio Esposito, il performer che dal vivo crea immagini con la sabbia.
Nuova compagnia di canto popolare, giovedì 31 maggio, ore 21 – Grande attesa per il ritorno in teatro a Napoli, dopo molti anni, dello storico gruppoche, con la guida di Roberto De Simone, fece riscoprire il repertorio della villanella e quello della tradizione orale. L’attuale formazione è composta da Fausta Vetere (voce e chitarra), Corrado Sfogli (chitarra, chitarra battente, mandola, bouzouki), Gianni Lamagna (voce e chitarra), Carmine Bruno (percussioni), Marino Sorrentino (strumenti a fiato), Michele Signore (violino, mandoloncello, lyra pontiaca), Anastasia Cecere (flauti), Pasquale Ziccardi (voce e basso) e Marco Sfogli (chitarra acustica, mandolino). Questo concerto che chiude il Maggio al Trianon ed è intitolato «Li sarracini adorano lu sole», riprende il repertorio classico del gruppo – antiche villanelle, fronne, tammurriate, pizziche e tarantelle – e brani più recenti, all’insegna di un perdersi nella notte dei tempi quando, all'orizzonte, apparivano i vascelli turchi e mori e gli abitanti delle città di mare al suono della campana d’allarme erano costretti a fuggire sulle montagne dell’interno.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©