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Benedetto XVI: la solidarietà sia la chiave del risveglio economico e sociale


Benedetto XVI: la solidarietà sia la chiave del risveglio economico e sociale
31/01/2009, 13:01

"Le difficoltà che travagliano il mondo del lavoro spingono ad un'effettiva e più serrata concertazione tra le molteplici e diverse componenti della societa'". Benedetto XVI lo ricorda ai dirigenti della Cisl, ricevuti in udienza in vista del loro 16esimo Congresso Nazionale e in occasione dei 60 anni del sindacato d'ispirazione cristiana, sottolineando che "mai come oggi si avverte una tele urgenza".
"Per superare la crisi economica e sociale che stiamo vivendo - afferma il Papa - sappiamo che occorre uno sforzo libero e responsabile da parte di tutti; e cioè superare gli interessi particolaristici e di settore, così da affrontare insieme ed uniti le difficoltà che investono ogni ambito della società in modo speciale il mondo del lavoro". Rispondendo al segretario generale Raffaele Bonanni che nel suo saluto si era soffermato sulla necessità di "cambiare il nostro modello di Capitalismo", il Pontefice si è detto convinto che "la grande sfida ed opportunità che la preoccupante crisi economica del momento invita a saper cogliere, è di trovare una nuova sintesi tra bene comune e mercato, tra capitale e lavoro. Ed in questo ambito, significativo è il contributo che possono apportare le organizzazioni sindacali. L'auspicio del Papa è "che dall'attuale crisi mondiale scaturisca la volontà comune di dar vita a una nuova cultura della solidarietà e della partecipazione responsabile, condizioni indispensabili per costruire insieme l'avvenire del nostro pianeta". Da parte sua, assicura Ratzinger, "nel pieno rispetto della legittima autonomia di ogni istituzione, la Chiesa, esperta in umanità, non si stanca di offrire il contributo del suo insegnamento e della sua esperienza a coloro che intendono servire la causa dell'uomo, del lavoro e del progresso, della giustizia sociale e della pace". Nel discorso il Papa cita in particolare l'Enciclica sociale "Laborem exercens" del 1981, dedicata al tema del lavoro: "Giovanni Paolo II - ricorda - aveva sottolineato che la Chiesa non ha mai smesso di considerare i problemi del lavoro all'interno di una questione sociale che è andata assumendo progressivamente dimensioni mondiali. Anzi, il lavoro va visto come la 'chiave essenziale' dell'intera questione sociale, perché condiziona lo sviluppo non solo economico, ma anche culturale e morale, delle persone, delle famiglie, delle comunità e dell'intera umanità. Sempre in questo importante documento vengono posti in luce il ruolo e l'importanza strategica dei sindacati, definiti un indispensabile elemento della vita sociale, specialmente nelle moderne società industrializzate". Per Benedetto XVI, però, "c'è un altro elemento che ritorna frequentemente nel magistero dei Papi del Novecento ed è il richiamo alla solidarietà ed alla responsabilità. Il richiamo alla collaborazione - rileva - trova significativi riferimenti anche nella Bibbia: ad esempio, nel libro del Qoe'let leggiamo: 'Meglio essere in due che uno solo, perche' otterranno migliore compenso per la loro fatica. Infatti, se cadono, l'uno rialza l'altro. Guai invece a chi e' solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi'". 

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di Redazione
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