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Convegno a Napoli

Beni culturali: si discute di diagnosi e conservazione


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Beni culturali: si discute di diagnosi e conservazione
09/12/2010, 13:12

NAPOLI - Un convegno a Napoli programmato due ani fa, ma oggi di estrema attualità, dopo i crolli di Pompei. Studiosi riuniti da tutt'Italia per discutere di diagnosi e prevenzione. Il concetto di diagnosi applicato ai processi di conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale è disatteso pur in presenza di una prassi di ricerca che lo richiama continuamente. Corsi di laurea in diagnostica e conservazione e insegnamenti di diagnostica applicati ai beni culturali sono ormai presenti in tutte le università italiane, ma rimane indefinita la forma della “Diagnosi dell’opera d’arte”. Esso è un principio filosofico che presiede alla conoscenza in genere e alla conoscenza specifica dell’opera d’arte. L’opera d’arte si comunica in tutti modi propri dell’analisi critica ma la sua unità semantica è garantita solo dalla diagnosis che richiede una sensibilità complessa verso i riconoscimenti identitari. Guardare oltre, nell’orizzonte culturale della diagnosi, significa mobilitare una costante lettura della complessità del reale con conoscenze ed esperienze al momento non prevedibili che ci consentono di descrivere in modi nuovi l’opera d’arte arricchendone i valori e attualizzandone la funzione di monumento nell’era globale.
La conoscenza della produzione artistica moderna e contemporanea, che si appresta a divenire tout court il patrimonio culturale globale, richiede itinerari del tutto nuovi per la sua valorizzazione.
La commistione dei linguaggi scientifici, artistici, psicologici propria della cultura globale contemporanea condurrà certamente alla produzione di metalinguaggi che saranno il nuovo della realtà contemporanea ed il risultato della trasformazione sociale ed antropolgica i cui esiti e forme al momento sono del tutto imprevedibili.
La contemporaneità diverrà allora la categoria culturale, indefinita al momento, con cui farà i conti la memoria storica e la sua tutela.
Uno scenario sociale che avrà implicazioni economiche di grande rilievo anche per gli aspetti di produzione della cultura materiale.
La diagnosi è la sintesi creativa, il nuovo che emerge dall’interazione dei diversi linguaggi critici secondo cui si è esaminata e descritta l’opera d’arte, una nuova chiave di lettura che diventa un nuovo valore dell’opera stessa che presiede e guida tutti i processi di valorizzazione conservazione e tutela della stessa. La diagnosi è il tendere alla conoscenza vera dell’opera nello spazio e nel tempo adottando tutti gli strumenti che il progresso umano mette a disposizione

Scopo del Convegno

Il convegno intende esaltare la diagnosi dell’opera d’arte ed i modi della sua rappresentazione come momento propedeutico alla valorizzazione, principio giuridico e normativo di recente introdotto nella legislazione di tutela del Patrimonio Culturale. La valorizzazione è l’unico strumento che consente una sintesi funzionale delle diverse esigenze poste dalla tutela del nostro patrimonio Culturale e la diagnosi sintetizza lo scopo delle complesse e costose operazioni necessarie a mettere in valore il nostro patrimonio Culturale. Il convegno dà all’Accademia di Belle Arti dì Napoli la responsabilità e l’opportunità di definire le specificità del suo ruolo nel campo della produzione artistica e dell’offerta formativa nel settore del Restauro del Patrimonio Culturale mettendo in campo, con le altre Accademie di Belle Arti, un progetto nazionale che superando i limiti delle risorse economiche disponibili riesca a indicare il processo organizzativo che più concretamente tenderebbe a dare forma organica all’interdisciplinarietà per la diagnosi del Bene Culturale. Alle altre agenzie formative e di ricerca sottopone una riflessione per realizzare percorsi aderenti alle prospettive offerte dalla legislazione vigente a cui afferiscono tutte le iniziative di spesa e di occasioni di impiego per i giovani.

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di Nando Cirella
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