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Berlusconi e la sua allergia alle domande



Berlusconi e la sua allergia alle domande
23/11/2010, 23:11

Ancora una volta chi segue Ballarò (o comunque le trasmissioni di dibattito politico) ha potuto assistere all'ennesima dimostrazione di arroganza del Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi, che ha telefonato in studio, ha promesso di rispondere alle domande del conduttore, poi è intervenuto con un lungo monologo, terminato con gli insulti a Giovanni Floris e con il telefono sbattuto come sempre in faccia all'interlocutore. Non è la prima volta che lo fa. Lo ha fatto a Ballarò, lo ha fatto alcuni anni fa con Santoro (che però non fu passivo come Floris) e altrove. Questo perchè? Semplice, perchè Silvio Berlusconi è completamente alieno alle normali regole dell'educazione, del rispetto e della democrazia. Lui non considera gli altri degni di fargli domande. Per cui accetta di discutere solo con chi gli fa da zerbino. Ormai (è bene ricordarlo) l'ultima volta - e prima - che il premier si è presentato in TV per un confronto alla pari fu nel 2005, proprio a Ballarò. Fu un intervento a sorpresa, il martedì dopo una violenta mazzata politica (su 13 regioni in cui si votava, 11 andarono al centrosinistra e solo 2 - Lombardia e Veneto, roccaforti inespugnabili - a Berlusconi). Fu un intervento disperato, che potè godere dell'aiuto di D'Alema che cercò di aiutarlo, andando leggerissimo; e nonostante questo mediaticamente lo distrusse. Poi ci sono stati i confronti televisivi del 1994 con un Occhetto che sembrava sotto l'effetto del valium, e quelli del 2006 con Romano "statua di sale" Prodi, nei quali comunque non riuscì a prevalere.
Questo perchè è facile mentire e sparare stupidaggini quando nessuno ti può contestare perchè hai di fronte un servo iscritto all'ordine dei giornalisti oppure quando fai un comizio. Soprattutto quando poi quelle menzogne vengono raccolte ed esaltate da 7 TG nazionali e dall'80% della stampa italiana. Ma diventa difficile quando questo lo devi fare con di fronte una persone che può rintuzzarti colpo su colpo. Ed è facile rintuzzare Berlusconi: spara menzogne talmente esagerate che basta ricordarsi pochi dati che smantelli con poche parole ogni menzogna.
E non è l'unico a fare così. Ieri sera abbiamo visto su Rai 3, a Linea Notte, il Ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha fatto la stessa cosa: quando si è reso conto che col suo modo di fare aggressivo non sarebbe riuscito a zittire il suo interlocutore - il giornalista Stefano Menichini - che lo contestava con argomentazioni solide, ha preso e se ne è andato. Anche se di solito la tattica preferita dei deputati del Pdl e della Lega è di gridare e urlare mentre parlano gli altri, in modo da impedire agli altri di argomentare e rispondere con i fatti alla loro propaganda. In questo approfittando del fatto che solitamente gli interlocutori, se sono del Pd, sono molto più educati. DIventa più difficile quando c'è qualcuno di Italia dei Valori, che alle volte invece rispondono a tono (ricordo ancora Donadi quando - da Vespa - disse al Ministro della Cultura Sandro Bondi: "E' tardi, torna a cuccia a Palazzo Grazioli").
Ma queste diatribe non riguardano il premier che, come dicevo prima, ha il comportamento di chi non ritiene gli altri degni di parlare con lui e quindi evita rigorosamente qualsiasi partecipazione ad incontri; permette le domande alle conferenze stampa solo ai giornalisti amici (e comunque massimo una domanda a testa, in modo da impedire qualsiasi replica); e comunque alle eventuali domande scomode risponde con ingiurie ed insulti. Ma è democrazia questa? Questo modo di fare era quello che veniva utilizzato da Hitler, da Mussolini, ed anche da un Presidente Usa altrettanto allergico alla democrazia, come Franklin Delano Roosvelt, il Presidente della Seconda Guerra Mondiale. Ma non è certo la normalità all'estero, dove un primo ministro che allontani i giornalisti rischia di trovarsi isolato mediaticamente. Ma si sa: noi italiani siamo sempre (o quasi) un pessimo esempio. E in questo caso non facciamo eccezione

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di Antonio Rispoli
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