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L'episodio è accaduto lo scorso 10 febbraio

Bigazzi: "Vi spiego come cucinare i gatti"; ed è polemica


Bigazzi: 'Vi spiego come cucinare i gatti'; ed è polemica
15/02/2010, 11:02

E' dal 2000 che la trasmissione "La prova del cuoco", in onda tutti i giorni su Raiuno alle 12.00, si avvale della collaborazione di Beppe Bigazzi - giornalista con la passione della gastronomia - per affiancare la conduttrice di turno (prima Antonella Clerici e poi Elisa Isoardi). Ma non c'erano mai state tante proteste come dopo l'episodio dello scorso 10 febbraio. In quella puntata Bigazzi ha spiegato come si possono cucinare i gatti.
La cosa non è piaciuta a Verdi ed animalisti, che hanno protestato sia con interviste, sia sul web. In particolare ha risposto Cristina Morelli, dei Verdi: "E' gravissimo che a RaiUno si diano ricette di cucina sui gatti, presenteremo un esposto contro Beppe Bigazzi. Dobbiamo ricordargli - che i gatti, come tutti gli altri animali d'affezione, sono tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell'articolo 1 comma 1 recita: 'Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudelta' contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente. Ricordiamoci che chi è in televisione ha un ruolo molto delicato, un messaggio come questo dove si invita a mangiare i gatti, è particolarmente grave ed è per questo che faremo un esposto e denunceremo Bigazzi e le sue dichiarazioni".
Ma il problema è tutto qua: il concetto di animale di affezione. Che è una "invenzione giuridica". Nel senso che non esiste un animale che nasce col marchio in fronte. Semplicemente gli animali più diffusi nelle nostre case sono cani e gatti; ma niente impedisce di usarli come cibo. C'è un epiosdio, che mi raccontò una persona, che era andata dallo zio - proprietario e coltivatore di terre - a trovarlo. Ad un certo punto lui le fa vedere dei conigli e le chiede: "Quale vuoi?". Lei ne sceglie uno, pensando che lo zio voglia regalarglielo; invece lo zio voleva sapere quale voleva per pranzo. Tutta qua, la base di una polemica abbastanza sterile e inutile

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di Antonio Rispoli
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