Cultura e tempo libero / Musica

Commenta Stampa

Bologna, Vasco Rossi fa esplodere i 35mila fans del Dall'Ara


Bologna, Vasco Rossi fa esplodere i 35mila fans del Dall'Ara
23/06/2013, 17:11

BOLOGNA - Quando il Blasco è salito sul palco dello stadio Dall’Ara di Bologna ieri sera, la prima delle tre date sotto le  Torri degli Asinelli, dopo due anni passati a combattere quella dura malattia che lo costrinse a entrare e uscire dall’ospedale, c’è stata una vera esplosione di grida ed energia.

Ad aprire il concerto la voce del direttore di palco, Diego Spagnoli, che recita un simpatico speech: “Per riallacciare un discorso, per continuare un percorso e riportare un po’ di gioia”. Ma quando la pedana si alza e il Kom leva la mano per salutare i suoi fan, per un attimo non si sente più nemmeno la musica. Le grida, un boato che fa tremare lo stadio, sono così forti da sovrastare persino l’interludio dell’Uomo più semplice.

“Ciò che non ci uccide ci rende più forti” scriveva su Facebook solo qualche giorno fa. E ora, con il Live Kom ‘013’, rigorosamente sold out da mesi, il vate di Zocca riprende il racconto da dove l’aveva interrotto.

Vasco Rossi apre il concerto del Dall’Ara con il suo ultimo singolo, L’uomo più semplice, e alle 35mila persone accorse grida “facciamo bene a stare insieme stasera, facciamo bene perché siamo vivi, domani chi lo sa, te la prendi te la responsabilità”. Poi si passa ai più grandi successi: Domenica lunaticaCome staiSiamo soliOgni volta, “una canzone – racconta il Kom – che ho scritto proprio a 500 metri da qua”, C’è chi dice no. E poi ancora, tra le tante, Gli spari sopraStupendoNon l’hai mica capito, “che ho scritto quando avevo 15 anni, oppure ho ancora 15 anni e l’ho scritta ieri”, Vivere non è facileI solitiSiamo solo noi.

C’è chi, per essere in prima fila, a Bologna è arrivato mercoledì, 78 ore prima dello show, con una tenda sulle spalle, un sacco a pelo e un sorriso in tasca. C’è chi ha perso qualche giorno di scuola, “perché diciamocelo, Vasco ogni volta è un’emozione unica”, e chi alla sola idea di assistere a un concerto che molti credevano non ci sarebbe più stato, non dopo quella malattia, si commuove. Ed è sulle note di Un SensoVita Spericolata e, ovviamente, Albachiara che il concerto si chiude.

 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©